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MessaggioInviato: 2 marzo 2015, 19:49 
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valelura ha scritto:
La mia classifica dei GS (Master compresi) è:
Rossignol Master
Atomic D2 GS - Fischer RC4 WC Pro (parimerito)
Head ISpeed Pro
Volkl Racetiger 180

Gli i.speed "normali" sono stati un po' snobbati quest'anno? Hanno ancora senso o sono stati cannibalizzati dai pro e dai race?

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MessaggioInviato: 2 marzo 2015, 19:52 
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Landi ha scritto:
valelura ha scritto:
La mia classifica dei GS (Master compresi) è:
Rossignol Master
Atomic D2 GS - Fischer RC4 WC Pro (parimerito)
Head ISpeed Pro
Volkl Racetiger 180

Gli i.speed "normali" sono stati un po' snobbati quest'anno? Hanno ancora senso o sono stati cannibalizzati dai pro e dai race?

Io non li ho neanche visti... Non vorrei dire castronerie ma per me non li hanno manco portati...

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MessaggioInviato: 2 marzo 2015, 19:53 
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Gia dire da turismo suona male... Raggio lunghezza struttura sostiene velocita sugli 80?

angela


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MessaggioInviato: 2 marzo 2015, 19:53 
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bisarz ha scritto:
Rispetto ai due sci di cui sopra come colloco i Fischer RC4 WC Pro 180 ? Sono sci paragonabili o bisogna prendere in considerazione al versione master (sempre che quest'anno sia prevista)?


Per me sono 2 prodotti diversi.
I Master sono sci da gara a tutti gli effetti, i Pro sono un GS pompato ma resta un GS. Li confronterei con Fischer RC per esempio.

@Nitrato, mi è pianto il cuore a non aver provato I.Race, Monster e I.Speed Pro180 (grazie Vale :killer: )ma lo stand HEAD era sempre imballato di gente. :cry:

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MessaggioInviato: 2 marzo 2015, 19:56 
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AleDese ha scritto:
bisarz ha scritto:
Rispetto ai due sci di cui sopra come colloco i Fischer RC4 WC Pro 180 ? Sono sci paragonabili o bisogna prendere in considerazione al versione master (sempre che quest'anno sia prevista)?


Per me sono 2 prodotti diversi.
I Master sono sci da gara a tutti gli effetti, i Pro sono un GS pompato ma resta un GS. Li confronterei con Fischer RC per esempio.

@Nitrato, mi è pianto il cuore a non aver provato I.Race, Monster e I.Speed Pro180 (grazie Vale :killer: )ma lo stand HEAD era sempre imballato di gente. :cry:

Non devi ringraziare me... Ma la mia metà...

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MessaggioInviato: 2 marzo 2015, 20:07 
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Provo a farvi una domanda piú precisa e specifica:
Come sci per affrontatare le selezioni per maestro di sci, quale scegliereste? Uno sci che permetta nella prova in campo libero di fare curvoni in superconduzione, corto raggio e serpentina passando dall'uno all'altro con disinvoltura?
Quando lo provai, lo i speed lo trovai perfetto per questo scopo e dalle vostre recensioni pare che il pro ne sia il degno erede, addirittura migliorato, ma altri?

giò


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MessaggioInviato: 2 marzo 2015, 20:11 
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Giò io direi Master 175, o XT 175

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MessaggioInviato: 2 marzo 2015, 20:34 
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Cosa potrei dire di nuovo rispetto a quello che ho scritto in occasione dei PMC delle scorse stagioni? Ben poco, direi. Solo che per me questo è l’ottava edizione a cui partecipo ed ognuna è rimasta unica ed indimenticabile, per un motivo o per un altro. E’ l’occasione di rivedere tanti amici vecchi e nuovi e di passare insieme quattro giorni bellissimi, di scambiare un parere, di fare una battuta, di ridere e scherzare. Tante facce sono cambiate, amici di un tempo che non ci frequentano più sono stati sostituiti dalle nuove leve, piene di entusiasmo e di passione. E sempre, come in ognuna delle precedenti edizioni, ritrovo l’immutata forza di Mark, la dedizione che ci mette nel realizzare questo evento unico nel panorama dello sci italiano e mi rendo conto che ogni anno che passa l’impegno che una manifestazione come questa richiede è sempre superiore.

Un evento unico, dicevo, perché per un appassionato, avere ai piedi in anteprima assoluta sci della prossima stagione, quando la maggior parte degli altri negozi propongono ancora modelli di due stagioni prima è un piacere innegabile e se come quest’anno si ha la fortuna di trovare condizioni di neve e temperatura ideali, mettere a confronto per un giorno e mezzo sci assolutamente fantastici non ha prezzo.

Non starò qui a ripetere per l’ennesima volta quali sono le mie caratteristiche fisiche e tecniche, molti di voi mi conoscono di persona ed hanno sciato con me, per gli altri, se proprio fossero interessati rimando a quanto scritto in occasione delle recensioni precedenti. Concedetemi solo di ripetere la consueta raccomandazione: ognuno di noi ha le proprie caratteristiche fisiche e tecniche, ha preferenze diverse, ha una preparazione atletica ed un’età diversa. Sicuramente, per non fare nomi, un Tommaso, che ha 15 anni, fa pali, va come un treno ed abbatte pali immaginari ad ogni curva che fa, carvando con il sedere che sfiora la neve, ha gusti e aspettative diverse da me che posso essere quasi suo nonno, scio in modo prudente (quando vedo da lontano arrivare uno come Tommaso mi fermo a bordo pista e lo lascio passare) e ricerco soprattutto l’eleganza nella sciata. Se entrambi proviamo lo stesso sci è probabile che avremo delle sensazioni diverse e daremo magari dei giudizi anche del tutto differenti. Vi prego quindi di tenerne conto leggendo queste righe.

Però adesso veniamo agli sci, che ritengo sia la cosa che interessa maggiormente chi ha la compiacenza di leggere queste righe. :D

Quest’anno almeno all’apparenza non sembrava ci fossero delle novità particolari, sembravano tutte più che altro versioni un pochino diverse di sci già in catalogo da qualche anno, tranne forse per Salomon che presentava un modello totalmente nuovo come l’XMax in sostituzione della serie 24 Hours, uno sci che ha avuto un enorme successo di critica e di vendite nelle scorse stagioni. Ero quindi, dico la verità, un po’ scettico nell’approcciare certi sci che mi sembravano la versione “lusso” o “depotenziata” di modelli che conosco già bene, o nel rimettere ai piedi sci che ritenevo del tutto uguali ai modelli delle stagioni precedenti con i consueti ritocchi alle serigrafie, ed invece vi assicuro che sono rimasto veramente sorpreso da alcuni attrezzi… altro che grafica diversa, in qualche caso sono bastati semplici “ritocchi” per perfezionare ulteriormente prodotti già molto belli (come ha fatto Voelkl con i Racetiger), oppure introdurre alcune modifiche ad uno sci probabilmente perfetto, come l’Head wc i.speed per mutarne le caratteristiche e creare due nuovi modelli profondamente differenti tra loro, o infine come Atomic, che ha nascosto sotto una grafica quasi immutata due sci che alla prova dei fatti sono totalmente nuovi come i Doubledeck 3.0. Se devo sintetizzare, l’impressione che ho ricavato da questi due giorni di test, è che le varie case finalmente sono tornate alle loro origini. Già perché, diciamoci la verità, negli ultimi anni, alcune mode, come l’allargare un po’ tutti gli attrezzi, introdurre rocker più o meno esasperati, addolcire le risposte, facilitare la sciata, avevano un omologato un po’ tutti i modelli, appiattendone le peculiarità e livellandone le prestazioni. Ed invece ho avuto la piacevolissima sorpresa di trovare nei diversi stand sci che finalmente si possono riconoscere l’uno dall’altro e che hanno recuperato quelle caratteristiche tipiche di ogni casa, caratteristiche che le hanno fatto diventare grandi. Adesso, almeno tra i modelli top, un Atomic è tornato ad essere un Atomic, un Voelkl è un Voelkl ed un Head è un Head, ecc. ecc. e se anche fossero tutti bianchi senza marchio e serigrafia li potresti riconoscere senza sbagliarti dopo due curve e questo, permettetemi, è un gran bel risultato!


ATOMIC

Atomic Doubledeck 3.0 GS 178
A dire la verità, se Valelura non me ne avesse parlato in termini addirittura entusiasti, non lo avrei proprio provato. Come ho detto, a me piace provare le novità, perché tornare quindi su uno sci che ho già provato più volte? E meno male che invece l’ho provato! Cosa dire di questo sci e del suo fratello da SL? Credo che bastino solo due parole: “bentornata Atomic!”, sì perché questo è un vero Atomic, questo ha il dna dei vecchi GS12, duri e puri, sci che hanno fatto la storia e che sono stati per anni punti di riferimento per tutto il mercato. L’ho provato la domenica mattina come primo sci sul millerighe appena tirato ed a pista libera: mamma mia, come va! Piuttosto pesante, come si conviene ad uno sci fatto bene, con un rocker solo accennato che non si sente proprio, da vero Atomic è cattivo e non è facilissimo da inserire in curva, ma come lo metti sulle lamine non si scompone di un millimetro e tiene la curva in modo perfetto su tutto il raggio, con una chiusura a dir poco entusiasmante. Se la versione precedente mi sembrava fin troppo dolce per gli standard della casa, questo è sicuramente un puledro da corsa, un po’ recalcitrante magari se non sei bello deciso, ma in grado di regalarti emozioni vere. Bello, bello, bello.

Atomic Doubledeck 3.0 SL 165
Sceso dal GS era doveroso andare sul fratello da SL. Anche lui è come il fratello più lungo completamente differente rispetto alle versioni precedenti. Anche qui esce la cattiveria di uno sci che non fa rimpiangere certi FIS che ho avuto modo di provare in passato. Rapidissimo, da buon SL, è esaltante anche quando lo fai correre e allarghi l’arco di curva. Va sciato in modo deciso per rendere al meglio, ti devi buttare dentro e tenerlo lì, soprattutto sulle curve ampie, ma ad ogni curva ti restituisce un’accelerazione da paura. Non è il classico slalom carve che sostituisce l’allround perché gira da solo e ci vai a spasso e se lo scii come deve essere sciato, mi dà l’impressione che a metà giornata ti ha massacrato le gambe, ma come te la sei goduta… :D

Atomic XTI 176 Premium
Con l’XT , Atomic due stagioni fa ha creato un nuovo settore di mercato, proponendo uno sci con struttura da gara, ma con una sciancratura intermedia tra un GS ed un SL ed è stato subito un successo. Trattandosi però di uno sci con caratteristiche, prestazioni e fascia di prezzo di altissimo livello, per forza di cose è rimasto un prodotto di nicchia, uno sci splendido, ma alla portata di pochi. Da questa stagione la casa austriaca ha introdotto due “XT” anche nella fascia Redster, l’XTI 12, che si colloca nella fascia medio alta, quella dell’Edge per capirci, e l’XT 10 di fascia più bassa rispetto agli altri due. Io ho privato l’XTI in versione Premium nera, che da quanto ho capito è una versione speciale che rispetto al normale XTI ha degli inserti al carbonio che lo rendono più performante. Se vogliamo, in un certo senso, anche in questo caso è un ritorno al passato in casa Atomic. Chi non è più giovanissimo si ricorderà sicuramente gli SX, sci che affiancavano i GS e gli SL, con stessa struttura dei fratelli specializzati, ma con una sciancratura a metà tra i due. Erano in pratica sci dalle prestazioni top adatti a diversi livelli di sciatori, dal bravissimo al buono, che volevano uno sci polivalente.
Secondo me l’obiettivo è stato raggiunto in pieno. Rispetto all’XT doubledeck, questo XTI è sicuramente molto meno impegnativo, gira bene e tiene le curve che è un piacere, ma si lascia anche portare a spasso senza lamentarsi e non richiede uno sforzo fisico eccessivo o una sciata esasperata; per contro se lo fai correre non fa rimpiangere un race carve in quanto a tenuta. Come il fratello maggiore il suo terreno ideale sono i cambi di raggio, l’alternare serpentine belle strette in cui si esalta a bei curvoni ampi da gigante, per poi magari stringere di nuovo subito dopo. Uno sci quindi per sciatori di buono-ottimo livello, che vogliono avere ai piedi uno sci divertente non “amazzagambe” e sciarci tutta la giornata. A cercare il pelo nell’uovo rispetto ad un race carve è probabilmente “meno didattico” perché grazie alla sciancratura accentuata basta che venga messo sulle lamine e gira da solo, e cede qualche punto nel mosso, cosa direi abbastanza scontata proprio per le sue caratteristiche, però altri difetti proprio non gliene ho trovati. Sono convinto quindi che avrà un gran successo, come a suo tempo ebbero successo i suoi “nonni” SX, e sono pronto a scommettere che in futuro troveremo modelli analoghi per filosofia anche nel catalogo di altre case.

DYNASTAR

Dynastar Speed 1 omeglass Sl TI 168
Avrei voluto provare il fratello quasi gemello marchiato Rossignol, l’Hero ST, ma non avendolo trovato allo stand, ho optato per questo, di un cm più lungo. 168, come il 167 dell’Hero sono misure un po’ inusuali per un SL, ed infatti questo francesino non vuole essere un vero SL, cattivo e prestazionale come i suoi concorrenti teutonici; lui fa della dolcezza di comportamento la sua arma vincente, così da essere sempre piacevole da sciare, ben gestibile e assolutamente poco stancante. Non aspettatevi quindi una belva da dominare, un macchina da guerra che se appena appena non sei ben centrale ti disarciona, ma un ottimo slalom carve con cui sciare tutto il giorno, che fa della polivalenza la sua caratteristica principale. Si comporta bene nello stretto naturalmente, ma non va assolutamente male se lo porti a fare curve belle lunghe e aumenti un po’ la velocità. Unico appunto, mi sembra un po’ recalcitrante nello svincolo, soprattutto nei raggi di curva più ampi, ma forse non è quello il suo terreno ideale. Un buon compromesso quindi, anche se a me piace un altro genere di sci da slalom, più impegnativo sicuramente, ma in grado di regalare maggiore adrenalina a chi ci sta sopra.

FISCHER

Fischer RC4 WC RC 180
Per me che sono cresciuto con le imprese del mitico Klammer sulla Streif con i C4 rossi ai piedi è naturale provare una certa simpatica per questa casa, per cui quando Fischer è entrata nella squadra di Mark mi ha fatto sicuramente piacere.
E allora, sono partito subito come primo sci sabato mattina dall’RC4 RC. Innanzitutto bisogna veramente fare i complimenti ai designer di casa Fischer: le nuove serigrafie total black e giallo fluo della nuova collezione sono bellissime; in particolare la versione “pro” con la soletta giallo fluo che si specchia nella neve è fantastica. Però quello che conta è come va questo sci, e va veramente bene. Da buon Fischer è rigido il giusto, dritto e non molto sciancrato, bello piantato sulle lamine, entra bene in curva e svicola altrettanto bene. Sulle curve strette non fa una piega, rapido e preciso, in velocità sta lì e non si muove. Un gran bello sci insomma, che porta con onore il nome RC4, famoso ormai nella storia di questo sport. Promosso a pieni voti.

Fischer RC4 WC RC PRO 175
E’ la versione “pro” dell’RC, già presente nel catalogo Fischer anche la scorsa stagione. E’ in pratica lo stesso sci, ma con piastra “race booster” che montano gli sci da gara, in sostituzione della “race track” del modello normale e con soletta gara giallo fluo (spettacolare, come dicevo sopra). Avrei voluto provarlo in 180, ma essendo uno dei modelli più richiesti non sono mai riuscito a trovarlo disponibile. Rispetto al modello standard, chiamiamolo così per capirci, avverti subito una notevole differenza nelle risposte, più rigido, più impegnativo, ma almeno per me meno piacevole da sciare, meno fluido. E’ un po’ la differenza che ho notato anche sull’Head i.pro, si guadagna in potenza, ma si perde un po’ in versatilità e in giocosità. Se volete però uno sci bello tosto, ok allora è il vostro sci.

HEAD

Head WC Rebels i.race 175 - 180
Lo sappiamo tutti, è con il fratello i.pro la novità più attesa di casa Head. In pratica, stiamo parlando di un i.speed, a mio personalissimo parere uno degli sci più belli sul mercato, a cui sono state riviste le geometrie, ampliandone la sciancratura. L’ho provato in due misure diverse, prima in 175 e poi in 180 per tentare di decifrarne il comportamento e capire in quale misura si possano esaltare le caratteristiche di questo sci. Anticipo già che su questo sci ci sono pareri molto discordi e probabilmente li ritroverete anche qui. C’è chi lo ha trovato divertentissimo e chi meno, chi lo preferisce ai suoi fratelli i.speed e i.pro e chi invece non lo ha molto apprezzato. Per quanto mi riguarda, non ci ho instaurato il giusto feeling. Chi mi conosce sa che a me non piacciono troppo le vie di mezzo, mi piacciono i race carve lunghi, stretti e poco sciancrati e gli slalom corti ed aggressivi. Questo i.race per i miei gusti è un po’ troppo sciancrato per essere sciato come un gigante, ma lo è troppo poco per essere maneggevole come uno slalom o un fun carve, come può essere un Rally. Non mi sembra neppure di ritrovare le caratteristiche del vecchio supershape speed, meno slalomeggiante di questo i.race. Gira da solo, se ci si limita a sfruttarne la sciancratura e lo si può sciare senza problemi anche come un allround tranquillo, ma per esaltarsi davvero richiede una sciata moderna al 100%, con carvate al limite a tutta piega, che non è il mio modo di sciare. Sta di fatto che non mi ha mai dato quella sicurezza che invece mi ha sempre conferito suo fratello i.speed, soprattutto in velocità.

Head WC Rebels i.pro 180 - 185
Non ho ancora capito se sia l’i.speed a cui è stata montata la piastra gara ed abbia adottato la stessa soletta dell’RD come ci dicono alcuni, oppure se si tratti di un RD a cui sia stata modificata la sciancratura come ci hanno detto altri, ma sta di fatto che questo è veramente un gran bello sci. E, lasciatemi dire, il fatto che nello sviluppo e nella messa a punto ci sia molto più che lo zampino di alcune nostre vecchie conoscenze si sente e come. L’ho provato prima in 185, anche perché non lo voleva nessuno, e poi in 180 che era quello più richiesto allo stand della Head. Già a prenderlo in mano ti accorgi dal peso che è uno sci importante, poi quando te lo metti ai piedi ed imposti le prime curve ritrovi immediatamente quel feeling tipico di tutti gli i.speed. Però la differenza la si sente e la si sente soprattutto nel 180. Rispetto all’i.speed, mantiene la pastosità, l’immediatezza nella risposta, ma acquista in potenza. Senti che è più tosto, più rigoroso. Lo metti lì e non fa una piega, ti trasmette sempre fiducia e più schiacci, più lui va. Però…. Beh un però c’è. Rispetto all’i.speed in versione 180, come il Fischer pro, perde un po’ di quella facilità che ha reso celebre l’i.speed, compromettendone un pochino la “giocosità”, se mi passate il termine, e un pochino la piacevolezza, piacevolezza che invece si esalta nella versione 185. Quest’ultimo, essendo più lungo, guadagna in fluidità ed in “pastosità” e ritrova come per incanto quell’armonia che tutti abbiamo apprezzato nell’i.speed, pur con prestazioni superiori, che ne esaltano tutte le qualità e ne alzano ulteriormente i limiti. Se dovessi riassumere quindi, bello il pro 180, ma assolutamente fantastico il 185.

Veniamo adesso però al quesito che un po’ tutti ci siamo posti in questi giorni: “per chi sono adatti questi nuovi wc di casa Head e, soprattutto quale scegliere tra i tre? “
Beh, se siete alla ricerca di uno sci equilibrato, facile, ma mai noioso o banale, uno sci che vi segue per otto ore senza chiedervi oltre il lecito, con cui affrontare qualsiasi tipo di pista senza rinunciare però a prestazioni di tutto rilievo, andate sicuramente sull’i.speed, e la misura “magica” come la chiamo io, è la 180;
se siete amanti delle carvate a tutta birra, se siete degli emuli di Ted Ligety, se avete una sciata da funambolo o semplicemente volete uno sci che vi accompagni per tutta la settimana bianca senza che vi impegni troppo e vi piace fare poca fatica, allora state sull’i.race, magari un 175 può andare bene;
se infine avete provato l’i.speed ma non vi ha soddisfatto del tutto perché lo avete giudicato poco performante per la vostra sciata, se volete uno sci che si avvicini molto ad un FIS, ma lo volete meno impegnativo e vi spaventa un po’ l’idea di salire su uno sci con raggio di oltre 23 metri, il vostro sci è l’i.pro, meglio in 185, credetemi. :D

L’altra domanda che viene spontanea sull’i.pro è: “ è un reale concorrente del Rossignol master? “
La mia risposta è “nì”, sì perché sicuramente offre prestazioni molto vicine a quelle offerte dal master, no perché il master, in particolare il 21, mi ha dato l’impressione di essere più simile al FIS di casa Rossignol rispetto a quanto mi sia sembrato vicino l’i.pro all’RD.

SALOMON

Salomon XMax 175
Non avrei voluto essere nei panni del progettista incaricato di ideare l’erede di uno sci nato bene e poi perfezionato nel tempo tanto da diventare un must del mercato come è stato negli ultimi anni il 24 Hours… Beh, missione compiuta! A dire il vero quando l’ho visto per la prima volta in albergo un bel po’ di dubbi mi sono venuti, con quella punta lì quasi trasparente, mah… e poi com’è leggero… ma non è che hanno fatto un buco nell’acqua?
Per questo, sabato mattina, dopo aver provato il Fischer RC4 da gigante sono andato allo stand Salomon e mi sono fatto dare questo “giallone” da provare. Ho chiesto in quale misura me lo consigliavano, 175, e sono partito. Dico la verità, i primi metri ero un po’ titubante ed ancora parecchio dubbioso, lo sci lo senti leggero leggero sotto i piedi, poi provi a fare una prima curvetta e lui risponde che è un piacere, allora ne fai un’altra allungando il raggio e lui è sempre lì, allora ne fai un’altra ancora più veloce e lui non fa una piega, anzi… e allora ci dai dentro sul serio, una bella serpentina, un paio di tirate e ‘sto scietto si comporta sempre in modo sincero ed impeccabile; gira che è un piacere, se lo fai andare va e come, rapido a girare come si conviene ad uno sci di questo tipo, non te lo senti nemmeno ai piedi tanto è leggero e poco impegnativo. Non ama troppo essere messo di piatto, ma non si può nemmeno pretendere da un attrezzo di questo tipo che si comporti come un GS FIS, no? La vera sorpresa in positivo di questi due giorni di test.
Come concludere? Complimenti al famoso progettista, è nato il degno erede del 24 hours!

VOELKL

Voelkl Racetiger Speedwall UVO GS 180
Qualche volta basta modificare qualche dettaglio per mettere a punto un prodotto buono sicuramente, ma non perfetto. E Voelkl a mio parere con questo GS ci è riuscita. Lo scorso anno era stato modificato in modo radicale rispetto al suo predecessore, era stato introdotto il rocker, anche se relativamente poco incisivo e montava il sistema ammortizzante UVO. Alla prova sulla neve non mi aveva convinto al 100% tant’è che avevo concluso la recensione dicendo che era sicuramente da riprovare. Della versione dello scorso anno questo nuova versione mantiene la leggerezza, ed il cambio spigoli a bassa velocità veramente impressionante, il più rapido probabilmente rispetto a tutti gli altri GS provati in questo skitest, ma guadagna sicuramente nelle curve veloci, dove mantiene sempre la traiettoria in modo impeccabile, senza scomporsi minimamente e senza trasmetterti la minima vibrazione. Anche nello svincolo sulle curve ampie, quello che a mio parere era il punto debole del precedente modello, questo nuovo racetiger ha fatto passi da gigante. Mentre prima era macchinoso e sembrava voler continuare a seguire la sua traiettoria, adesso invece esce dalla curva senza il minimo tentennamento ed è prontissimo nell’immettersi in quella successiva. Veramente un gran bello sci.

Voelkl Racetiger Speedwall UVO SL 165
Da sempre il “giallone” da slalom è probabilmente il modello più riuscito della casa tedesca ed anche nei periodi meno felici che Voelkl ha attraversato, la versione da slalom, che può vantare dei predecessori mitici come il renntiger o il p9, ha sempre mantenuto un fascino ed un livello qualitativo di tutto rispetto. Questo racetiger SL non fa certo eccezione. Gran bello sci, un fulmine nei cambi, come si conviene ad uno slalom di razza, ben piantato nelle traiettorie e bruciante nei cambi di ritmo, è forse un pelo meno cattivo dell’Atomic SL, richiede uno sforzo inferiore per essere portato sulle lamine e restituisce una risposta meno violenta del suo concorrente austriaco, ma proprio per questo può risultare più polivalente e meno impegnativo fisicamente se sciato tutta una giornata. Unico appunto, lo stesso del fratello da gigante, l’UVO, sarà anche efficace, ma è veramente inguardabile, deturpando una grafica invece di per sé belle e molto “racing”.

Come nelle altre occasioni, se avete avuto la pazienza di sopportarmi fino a qui, un grazie di cuore. :D

Ps: come di consueto riporterò in seguito queste note, con le opportune modifiche dovute al diverso contesto, anche su SF.

Felicità è: 8.30 del mattino, Hernegg, 20 cm di fresca ed i Monster che fanno la traccia.


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MessaggioInviato: 2 marzo 2015, 21:21 
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Standing ovation, Renn, una delle tue migliori recensioni! Grazie mille!

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Grande renn bellissima recensione complimenti

Ciao ragaaaaaaaaa

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renntiger ha scritto:
Cosa potrei dire di nuovo rispetto a quello che ho scritto in occasione dei PMC delle scorse stagioni? Ben poco, direi. Solo che per me questo è l’ottava edizione a cui partecipo ed ognuna è rimasta unica ed indimenticabile, per un motivo o per un altro. E’ l’occasione di rivedere tanti amici vecchi e nuovi e di passare insieme quattro giorni bellissimi, di scambiare un parere, di fare una battuta, di ridere e scherzare. Tante facce sono cambiate, amici di un tempo che non ci frequentano più sono stati sostituiti dalle nuove leve, piene di entusiasmo e di passione. E sempre, come in ognuna delle precedenti edizioni, ritrovo l’immutata forza di Mark, la dedizione che ci mette nel realizzare questo evento unico nel panorama dello sci italiano e mi rendo conto che ogni anno che passa l’impegno che una manifestazione come questa richiede è sempre superiore.

Un evento unico, dicevo, perché per un appassionato, avere ai piedi in anteprima assoluta sci della prossima stagione, quando la maggior parte degli altri negozi propongono ancora modelli di due stagioni prima è un piacere innegabile e se come quest’anno si ha la fortuna di trovare condizioni di neve e temperatura ideali, mettere a confronto per un giorno e mezzo sci assolutamente fantastici non ha prezzo.

Non starò qui a ripetere per l’ennesima volta quali sono le mie caratteristiche fisiche e tecniche, molti di voi mi conoscono di persona ed hanno sciato con me, per gli altri, se proprio fossero interessati rimando a quanto scritto in occasione delle recensioni precedenti. Concedetemi solo di ripetere la consueta raccomandazione: ognuno di noi ha le proprie caratteristiche fisiche e tecniche, ha preferenze diverse, ha una preparazione atletica ed un’età diversa. Sicuramente, per non fare nomi, un Tommaso, che ha 15 anni, fa pali, va come un treno ed abbatte pali immaginari ad ogni curva che fa, carvando con il sedere che sfiora la neve, ha gusti e aspettative diverse da me che posso essere quasi suo nonno, scio in modo prudente (quando vedo da lontano arrivare uno come Tommaso mi fermo a bordo pista e lo lascio passare) e ricerco soprattutto l’eleganza nella sciata. Se entrambi proviamo lo stesso sci è probabile che avremo delle sensazioni diverse e daremo magari dei giudizi anche del tutto differenti. Vi prego quindi di tenerne conto leggendo queste righe.

Però adesso veniamo agli sci, che ritengo sia la cosa che interessa maggiormente chi ha la compiacenza di leggere queste righe. :D

Quest’anno almeno all’apparenza non sembrava ci fossero delle novità particolari, sembravano tutte più che altro versioni un pochino diverse di sci già in catalogo da qualche anno, tranne forse per Salomon che presentava un modello totalmente nuovo come l’XMax in sostituzione della serie 24 Hours, uno sci che ha avuto un enorme successo di critica e di vendite nelle scorse stagioni. Ero quindi, dico la verità, un po’ scettico nell’approcciare certi sci che mi sembravano la versione “lusso” o “depotenziata” di modelli che conosco già bene, o nel rimettere ai piedi sci che ritenevo del tutto uguali ai modelli delle stagioni precedenti con i consueti ritocchi alle serigrafie, ed invece vi assicuro che sono rimasto veramente sorpreso da alcuni attrezzi… altro che grafica diversa, in qualche caso sono bastati semplici “ritocchi” per perfezionare ulteriormente prodotti già molto belli (come ha fatto Voelkl con i Racetiger), oppure introdurre alcune modifiche ad uno sci probabilmente perfetto, come l’Head wc i.speed per mutarne le caratteristiche e creare due nuovi modelli profondamente differenti tra loro, o infine come Atomic, che ha nascosto sotto una grafica quasi immutata due sci che alla prova dei fatti sono totalmente nuovi come i Doubledeck 3.0. Se devo sintetizzare, l’impressione che ho ricavato da questi due giorni di test, è che le varie case finalmente sono tornate alle loro origini. Già perché, diciamoci la verità, negli ultimi anni, alcune mode, come l’allargare un po’ tutti gli attrezzi, introdurre rocker più o meno esasperati, addolcire le risposte, facilitare la sciata, avevano un omologato un po’ tutti i modelli, appiattendone le peculiarità e livellandone le prestazioni. Ed invece ho avuto la piacevolissima sorpresa di trovare nei diversi stand sci che finalmente si possono riconoscere l’uno dall’altro e che hanno recuperato quelle caratteristiche tipiche di ogni casa, caratteristiche che le hanno fatto diventare grandi. Adesso, almeno tra i modelli top, un Atomic è tornato ad essere un Atomic, un Voelkl è un Voelkl ed un Head è un Head, ecc. ecc. e se anche fossero tutti bianchi senza marchio e serigrafia li potresti riconoscere senza sbagliarti dopo due curve e questo, permettetemi, è un gran bel risultato!


ATOMIC

Atomic Doubledeck 3.0 GS 178
A dire la verità, se Valelura non me ne avesse parlato in termini addirittura entusiasti, non lo avrei proprio provato. Come ho detto, a me piace provare le novità, perché tornare quindi su uno sci che ho già provato più volte? E meno male che invece l’ho provato! Cosa dire di questo sci e del suo fratello da SL? Credo che bastino solo due parole: “bentornata Atomic!”, sì perché questo è un vero Atomic, questo ha il dna dei vecchi GS12, duri e puri, sci che hanno fatto la storia e che sono stati per anni punti di riferimento per tutto il mercato. L’ho provato la domenica mattina come primo sci sul millerighe appena tirato ed a pista libera: mamma mia, come va! Piuttosto pesante, come si conviene ad uno sci fatto bene, con un rocker solo accennato che non si sente proprio, da vero Atomic è cattivo e non è facilissimo da inserire in curva, ma come lo metti sulle lamine non si scompone di un millimetro e tiene la curva in modo perfetto su tutto il raggio, con una chiusura a dir poco entusiasmante. Se la versione precedente mi sembrava fin troppo dolce per gli standard della casa, questo è sicuramente un puledro da corsa, un po’ recalcitrante magari se non sei bello deciso, ma in grado di regalarti emozioni vere. Bello, bello, bello.

Atomic Doubledeck 3.0 SL 165
Sceso dal GS era doveroso andare sul fratello da SL. Anche lui è come il fratello più lungo completamente differente rispetto alle versioni precedenti. Anche qui esce la cattiveria di uno sci che non fa rimpiangere certi FIS che ho avuto modo di provare in passato. Rapidissimo, da buon SL, è esaltante anche quando lo fai correre e allarghi l’arco di curva. Va sciato in modo deciso per rendere al meglio, ti devi buttare dentro e tenerlo lì, soprattutto sulle curve ampie, ma ad ogni curva ti restituisce un’accelerazione da paura. Non è il classico slalom carve che sostituisce l’allround perché gira da solo e ci vai a spasso e se lo scii come deve essere sciato, mi dà l’impressione che a metà giornata ti ha massacrato le gambe, ma come te la sei goduta… :D

Atomic XTI 176 Premium
Con l’XT , Atomic due stagioni fa ha creato un nuovo settore di mercato, proponendo uno sci con struttura da gara, ma con una sciancratura intermedia tra un GS ed un SL ed è stato subito un successo. Trattandosi però di uno sci con caratteristiche, prestazioni e fascia di prezzo di altissimo livello, per forza di cose è rimasto un prodotto di nicchia, uno sci splendido, ma alla portata di pochi. Da questa stagione la casa austriaca ha introdotto due “XT” anche nella fascia Redster, l’XTI 12, che si colloca nella fascia medio alta, quella dell’Edge per capirci, e l’XT 10 di fascia più bassa rispetto agli altri due. Io ho privato l’XTI in versione Premium nera, che da quanto ho capito è una versione speciale che rispetto al normale XTI ha degli inserti al carbonio che lo rendono più performante. Se vogliamo, in un certo senso, anche in questo caso è un ritorno al passato in casa Atomic. Chi non è più giovanissimo si ricorderà sicuramente gli SX, sci che affiancavano i GS e gli SL, con stessa struttura dei fratelli specializzati, ma con una sciancratura a metà tra i due. Erano in pratica sci dalle prestazioni top adatti a diversi livelli di sciatori, dal bravissimo al buono, che volevano uno sci polivalente.
Secondo me l’obiettivo è stato raggiunto in pieno. Rispetto all’XT doubledeck, questo XTI è sicuramente molto meno impegnativo, gira bene e tiene le curve che è un piacere, ma si lascia anche portare a spasso senza lamentarsi e non richiede uno sforzo fisico eccessivo o una sciata esasperata; per contro se lo fai correre non fa rimpiangere un race carve in quanto a tenuta. Come il fratello maggiore il suo terreno ideale sono i cambi di raggio, l’alternare serpentine belle strette in cui si esalta a bei curvoni ampi da gigante, per poi magari stringere di nuovo subito dopo. Uno sci quindi per sciatori di buono-ottimo livello, che vogliono avere ai piedi uno sci divertente non “amazzagambe” e sciarci tutta la giornata. A cercare il pelo nell’uovo rispetto ad un race carve è probabilmente “meno didattico” perché grazie alla sciancratura accentuata basta che venga messo sulle lamine e gira da solo, e cede qualche punto nel mosso, cosa direi abbastanza scontata proprio per le sue caratteristiche, però altri difetti proprio non gliene ho trovati. Sono convinto quindi che avrà un gran successo, come a suo tempo ebbero successo i suoi “nonni” SX, e sono pronto a scommettere che in futuro troveremo modelli analoghi per filosofia anche nel catalogo di altre case.

DYNASTAR

Dynastar Speed 1 omeglass Sl TI 168
Avrei voluto provare il fratello quasi gemello marchiato Rossignol, l’Hero ST, ma non avendolo trovato allo stand, ho optato per questo, di un cm più lungo. 168, come il 167 dell’Hero sono misure un po’ inusuali per un SL, ed infatti questo francesino non vuole essere un vero SL, cattivo e prestazionale come i suoi concorrenti teutonici; lui fa della dolcezza di comportamento la sua arma vincente, così da essere sempre piacevole da sciare, ben gestibile e assolutamente poco stancante. Non aspettatevi quindi una belva da dominare, un macchina da guerra che se appena appena non sei ben centrale ti disarciona, ma un ottimo slalom carve con cui sciare tutto il giorno, che fa della polivalenza la sua caratteristica principale. Si comporta bene nello stretto naturalmente, ma non va assolutamente male se lo porti a fare curve belle lunghe e aumenti un po’ la velocità. Unico appunto, mi sembra un po’ recalcitrante nello svincolo, soprattutto nei raggi di curva più ampi, ma forse non è quello il suo terreno ideale. Un buon compromesso quindi, anche se a me piace un altro genere di sci da slalom, più impegnativo sicuramente, ma in grado di regalare maggiore adrenalina a chi ci sta sopra.

FISCHER

Fischer RC4 WC RC 180
Per me che sono cresciuto con le imprese del mitico Klammer sulla Streif con i C4 rossi ai piedi è naturale provare una certa simpatica per questa casa, per cui quando Fischer è entrata nella squadra di Mark mi ha fatto sicuramente piacere.
E allora, sono partito subito come primo sci sabato mattina dall’RC4 RC. Innanzitutto bisogna veramente fare i complimenti ai designer di casa Fischer: le nuove serigrafie total black e giallo fluo della nuova collezione sono bellissime; in particolare la versione “pro” con la soletta giallo fluo che si specchia nella neve è fantastica. Però quello che conta è come va questo sci, e va veramente bene. Da buon Fischer è rigido il giusto, dritto e non molto sciancrato, bello piantato sulle lamine, entra bene in curva e svicola altrettanto bene. Sulle curve strette non fa una piega, rapido e preciso, in velocità sta lì e non si muove. Un gran bello sci insomma, che porta con onore il nome RC4, famoso ormai nella storia di questo sport. Promosso a pieni voti.

Fischer RC4 WC RC PRO 175
E’ la versione “pro” dell’RC, già presente nel catalogo Fischer anche la scorsa stagione. E’ in pratica lo stesso sci, ma con piastra “race booster” che montano gli sci da gara, in sostituzione della “race track” del modello normale e con soletta gara giallo fluo (spettacolare, come dicevo sopra). Avrei voluto provarlo in 180, ma essendo uno dei modelli più richiesti non sono mai riuscito a trovarlo disponibile. Rispetto al modello standard, chiamiamolo così per capirci, avverti subito una notevole differenza nelle risposte, più rigido, più impegnativo, ma almeno per me meno piacevole da sciare, meno fluido. E’ un po’ la differenza che ho notato anche sull’Head i.pro, si guadagna in potenza, ma si perde un po’ in versatilità e in giocosità. Se volete però uno sci bello tosto, ok allora è il vostro sci.

HEAD

Head WC Rebels i.race 175 - 180
Lo sappiamo tutti, è con il fratello i.pro la novità più attesa di casa Head. In pratica, stiamo parlando di un i.speed, a mio personalissimo parere uno degli sci più belli sul mercato, a cui sono state riviste le geometrie, ampliandone la sciancratura. L’ho provato in due misure diverse, prima in 175 e poi in 180 per tentare di decifrarne il comportamento e capire in quale misura si possano esaltare le caratteristiche di questo sci. Anticipo già che su questo sci ci sono pareri molto discordi e probabilmente li ritroverete anche qui. C’è chi lo ha trovato divertentissimo e chi meno, chi lo preferisce ai suoi fratelli i.speed e i.pro e chi invece non lo ha molto apprezzato. Per quanto mi riguarda, non ci ho instaurato il giusto feeling. Chi mi conosce sa che a me non piacciono troppo le vie di mezzo, mi piacciono i race carve lunghi, stretti e poco sciancrati e gli slalom corti ed aggressivi. Questo i.race per i miei gusti è un po’ troppo sciancrato per essere sciato come un gigante, ma lo è troppo poco per essere maneggevole come uno slalom o un fun carve, come può essere un Rally. Non mi sembra neppure di ritrovare le caratteristiche del vecchio supershape speed, meno slalomeggiante di questo i.race. Gira da solo, se ci si limita a sfruttarne la sciancratura e lo si può sciare senza problemi anche come un allround tranquillo, ma per esaltarsi davvero richiede una sciata moderna al 100%, con carvate al limite a tutta piega, che non è il mio modo di sciare. Sta di fatto che non mi ha mai dato quella sicurezza che invece mi ha sempre conferito suo fratello i.speed, soprattutto in velocità.

Head WC Rebels i.pro 180 - 185
Non ho ancora capito se sia l’i.speed a cui è stata montata la piastra gara ed abbia adottato la stessa soletta dell’RD come ci dicono alcuni, oppure se si tratti di un RD a cui sia stata modificata la sciancratura come ci hanno detto altri, ma sta di fatto che questo è veramente un gran bello sci. E, lasciatemi dire, il fatto che nello sviluppo e nella messa a punto ci sia molto più che lo zampino di alcune nostre vecchie conoscenze si sente e come. L’ho provato prima in 185, anche perché non lo voleva nessuno, e poi in 180 che era quello più richiesto allo stand della Head. Già a prenderlo in mano ti accorgi dal peso che è uno sci importante, poi quando te lo metti ai piedi ed imposti le prime curve ritrovi immediatamente quel feeling tipico di tutti gli i.speed. Però la differenza la si sente e la si sente soprattutto nel 180. Rispetto all’i.speed, mantiene la pastosità, l’immediatezza nella risposta, ma acquista in potenza. Senti che è più tosto, più rigoroso. Lo metti lì e non fa una piega, ti trasmette sempre fiducia e più schiacci, più lui va. Però…. Beh un però c’è. Rispetto all’i.speed in versione 180, come il Fischer pro, perde un po’ di quella facilità che ha reso celebre l’i.speed, compromettendone un pochino la “giocosità”, se mi passate il termine, e un pochino la piacevolezza, piacevolezza che invece si esalta nella versione 185. Quest’ultimo, essendo più lungo, guadagna in fluidità ed in “pastosità” e ritrova come per incanto quell’armonia che tutti abbiamo apprezzato nell’i.speed, pur con prestazioni superiori, che ne esaltano tutte le qualità e ne alzano ulteriormente i limiti. Se dovessi riassumere quindi, bello il pro 180, ma assolutamente fantastico il 185.

Veniamo adesso però al quesito che un po’ tutti ci siamo posti in questi giorni: “per chi sono adatti questi nuovi wc di casa Head e, soprattutto quale scegliere tra i tre? “
Beh, se siete alla ricerca di uno sci equilibrato, facile, ma mai noioso o banale, uno sci che vi segue per otto ore senza chiedervi oltre il lecito, con cui affrontare qualsiasi tipo di pista senza rinunciare però a prestazioni di tutto rilievo, andate sicuramente sull’i.speed, e la misura “magica” come la chiamo io, è la 180;
se siete amanti delle carvate a tutta birra, se siete degli emuli di Ted Ligety, se avete una sciata da funambolo o semplicemente volete uno sci che vi accompagni per tutta la settimana bianca senza che vi impegni troppo e vi piace fare poca fatica, allora state sull’i.race, magari un 175 può andare bene;
se infine avete provato l’i.speed ma non vi ha soddisfatto del tutto perché lo avete giudicato poco performante per la vostra sciata, se volete uno sci che si avvicini molto ad un FIS, ma lo volete meno impegnativo e vi spaventa un po’ l’idea di salire su uno sci con raggio di oltre 23 metri, il vostro sci è l’i.pro, meglio in 185, credetemi. :D

L’altra domanda che viene spontanea sull’i.pro è: “ è un reale concorrente del Rossignol master? “
La mia risposta è “nì”, sì perché sicuramente offre prestazioni molto vicine a quelle offerte dal master, no perché il master, in particolare il 21, mi ha dato l’impressione di essere più simile al FIS di casa Rossignol rispetto a quanto mi sia sembrato vicino l’i.pro all’RD.

SALOMON

Salomon XMax 175
Non avrei voluto essere nei panni del progettista incaricato di ideare l’erede di uno sci nato bene e poi perfezionato nel tempo tanto da diventare un must del mercato come è stato negli ultimi anni il 24 Hours… Beh, missione compiuta! A dire il vero quando l’ho visto per la prima volta in albergo un bel po’ di dubbi mi sono venuti, con quella punta lì quasi trasparente, mah… e poi com’è leggero… ma non è che hanno fatto un buco nell’acqua?
Per questo, sabato mattina, dopo aver provato il Fischer RC4 da gigante sono andato allo stand Salomon e mi sono fatto dare questo “giallone” da provare. Ho chiesto in quale misura me lo consigliavano, 175, e sono partito. Dico la verità, i primi metri ero un po’ titubante ed ancora parecchio dubbioso, lo sci lo senti leggero leggero sotto i piedi, poi provi a fare una prima curvetta e lui risponde che è un piacere, allora ne fai un’altra allungando il raggio e lui è sempre lì, allora ne fai un’altra ancora più veloce e lui non fa una piega, anzi… e allora ci dai dentro sul serio, una bella serpentina, un paio di tirate e ‘sto scietto si comporta sempre in modo sincero ed impeccabile; gira che è un piacere, se lo fai andare va e come, rapido a girare come si conviene ad uno sci di questo tipo, non te lo senti nemmeno ai piedi tanto è leggero e poco impegnativo. Non ama troppo essere messo di piatto, ma non si può nemmeno pretendere da un attrezzo di questo tipo che si comporti come un GS FIS, no? La vera sorpresa in positivo di questi due giorni di test.
Come concludere? Complimenti al famoso progettista, è nato il degno erede del 24 hours!

VOELKL

Voelkl Racetiger Speedwall UVO GS 180
Qualche volta basta modificare qualche dettaglio per mettere a punto un prodotto buono sicuramente, ma non perfetto. E Voelkl a mio parere con questo GS ci è riuscita. Lo scorso anno era stato modificato in modo radicale rispetto al suo predecessore, era stato introdotto il rocker, anche se relativamente poco incisivo e montava il sistema ammortizzante UVO. Alla prova sulla neve non mi aveva convinto al 100% tant’è che avevo concluso la recensione dicendo che era sicuramente da riprovare. Della versione dello scorso anno questo nuova versione mantiene la leggerezza, ed il cambio spigoli a bassa velocità veramente impressionante, il più rapido probabilmente rispetto a tutti gli altri GS provati in questo skitest, ma guadagna sicuramente nelle curve veloci, dove mantiene sempre la traiettoria in modo impeccabile, senza scomporsi minimamente e senza trasmetterti la minima vibrazione. Anche nello svincolo sulle curve ampie, quello che a mio parere era il punto debole del precedente modello, questo nuovo racetiger ha fatto passi da gigante. Mentre prima era macchinoso e sembrava voler continuare a seguire la sua traiettoria, adesso invece esce dalla curva senza il minimo tentennamento ed è prontissimo nell’immettersi in quella successiva. Veramente un gran bello sci.

Voelkl Racetiger Speedwall UVO SL 165
Da sempre il “giallone” da slalom è probabilmente il modello più riuscito della casa tedesca ed anche nei periodi meno felici che Voelkl ha attraversato, la versione da slalom, che può vantare dei predecessori mitici come il renntiger o il p9, ha sempre mantenuto un fascino ed un livello qualitativo di tutto rispetto. Questo racetiger SL non fa certo eccezione. Gran bello sci, un fulmine nei cambi, come si conviene ad uno slalom di razza, ben piantato nelle traiettorie e bruciante nei cambi di ritmo, è forse un pelo meno cattivo dell’Atomic SL, richiede uno sforzo inferiore per essere portato sulle lamine e restituisce una risposta meno violenta del suo concorrente austriaco, ma proprio per questo può risultare più polivalente e meno impegnativo fisicamente se sciato tutta una giornata. Unico appunto, lo stesso del fratello da gigante, l’UVO, sarà anche efficace, ma è veramente inguardabile, deturpando una grafica invece di per sé belle e molto “racing”.

Come nelle altre occasioni, se avete avuto la pazienza di sopportarmi fino a qui, un grazie di cuore. :D

Ps: come di consueto riporterò in seguito queste note, con le opportune modifiche dovute al diverso contesto, anche su SF.

Sei stato sveglio tutta la notte per fare questo popò di recensione ? :rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:

"NON PUO' PIOVERE PER SEMPRE "




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Sci utilizzati: Salomon X Race Lab 175
8-o ...complimenti Ren!! Caspita che recensione! :applauso:


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Sci utilizzati: Head i.Speed PRO 185 2016
Se continuate a quotare sempre i messaggi precedenti questo topic diventerà presto di difficile lettura per gli altri...

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Sci utilizzati: Atomic GS TI 175
Un piacere leggere le vostre recensioni, non vedevo l'ora!!!
Poi... non me ne vogliano gli altri ma un plauso particolare a Renn, recensioni fantastiche come sempre!!!

:applauso::applauso::applauso::applauso::applauso::applauso::applauso::applauso::applauso::applauso::applauso:

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Sci utilizzati: Rossignol Radical RX WC Fis
Bellissima come sempre la recensione di renn... Complimenti!!!

giò ha scritto:
Provo a farvi una domanda piú precisa e specifica:
Come sci per affrontatare le selezioni per maestro di sci, quale scegliereste? Uno sci che permetta nella prova in campo libero di fare curvoni in superconduzione, corto raggio e serpentina passando dall'uno all'altro con disinvoltura?
Quando lo provai, lo i speed lo trovai perfetto per questo scopo e dalle vostre recensioni pare che il pro ne sia il degno erede, addirittura migliorato, ma altri?


Non pretendo di avere la giusta risposta alla tua domanda, ma nell'ultimo mese ho sciato parecchio con ragazzi che stanno preparando la selezione e i due sci che vanno per la maggiore sono i.speed e Rossignol (9gs e lt)... Ad ogni modo, al di là di quale casa sia più gettonata, la tipologia di sci è quella: un gs tra i 175 e 180, sui 18 metri di raggio...

Ho visto solo due paia di xt e un m18... Questi due sci però erano anche ai piedi di due istruttori...


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