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MessaggioInviato: 17 febbraio 2020, 19:12 
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Anche quest'anno, d'accordo con Mark apro io il thread relativo alle recensioni sugli sci provati. Rimando al profilo Facebook di Mark dove è presente un’ampissima documentazione fotografica dell’evento e dei materiali testati.

Quest’anno la parte del leone l’hanno fatta Head, che ha rivisto tutta la gamma alta World Cup e Supershape, che adesso adottano il nuovo sistema antivibrazione EMC (Energy Management Circuit) in sostituzione del tanto discusso kers, Fischer, che ha rinnovato completamente la gamma RC4, una serie che ha fatto la storia e le fortune della casa austriaca e Rossignol che ha ripensato profondamente la sua linea Master. Dovendo concentrare per motivi personali le prove nella sola giornata di sabato, ho quindi dovuto fare delle scelte ed ho preferito provare questi nuovi sci, tralasciando quelli delle altre case presenti al test: Atomic, Salomon e Voelkl.

Prima di iniziare però permettetemi solo di ringraziare Mark per la solita perfetta organizzazione, gli addetti delle case che si sono fatti veramente in quattro per soddisfare tutte le nostre richieste e le nostre curiosità e Werner Hell, appena entrato nel team Atomic, che ha fatto qualche curva con noi. Un grazie particolare poi è riservato a tutti i partecipanti del test: è sempre un piacere rivedere vecchi amici e conoscere nuovi appassionati.
A tutti un arrivederci al 2021.


FISCHER

La casa austriaca ha ridisegnato completamente la serie RC4, che aveva un po’ trascurato nelle scorse stagioni avendo posto la propria attenzione nel creare prima e far evolvere poi la linea The Curv, affiancando ai due modelli storici SC ed RC il nuovo CT, un medium term radius, che si colloca nell’elite degli allround top e va a far concorrenza ad X9 ed e.race. Da sottolineare subito prima di ogni altra cosa il disegno dei tre nuovi sci che è particolarmente elegante, soprattutto in livrea nera, che fa pendant con la soletta giallo fluo. Quello che conta però è come vanno sulla neve e vanno benissimo.

Fischer RC4 WC SC 165
E’ uno dei due classici di Fischer, lo sci “con il buco in punta”, anche se tappato con una plastica trasparente in questa versione (chissà mai perché), e le code a rondine che per anni con il fratello RC ha fatto la fortuna di Fischer e ne è diventato l’icona stessa, almeno fino al momento in cui è stato lasciato un po’ nel dimenticatoio per dar spazio ai The Curv, perdendo, inutile dirlo, un po' di appeal tra gli appassionati. Adesso finalmente è stato completamente riprogettato e viene rilanciato alla grande nel settore degli SL negozio, attrezzi che se in Italia non hanno un grande appeal, nel resto d’Europa vengono invece apprezzati moltissimo. E per riprendersi il suo posto tra i top della categoria questo SC ha tutte le caratteristiche: agile nei cambi di spigolo come deve essere un buon slalom carve, è bello reattivo e tiene bene anche quando ci fai dei bei curvoni ampi, fornendo le risposte che ti aspetti senza strappi o rebound eccessivi. Rispetto ad alcuni suoi concorrenti ha a mio parere un’entrata in curva meno secca ed istantanea, meno specialistica, però ne guadagna in termini di fruibilità se sciato a tutto tondo e se tenuto ai piedi per diverse ore. Ottimo sci.

Fischer RC4 WC RC 180
Come il fratello da slalom, del precedente modello mantiene il nome e poco più. Disegno nuovo, livrea elegantissima, soletta giallo fluo, piastra Z13, buco in punta (anche qui tappato), di sicuro non passa inosservato quando sei in fila ad un impianto o sali su un ovetto, ed infatti alcuni compagni di viaggio sull’ovovia dell’Orto del Toro mi hanno chiesto se era il nuovo Fischer, com’era e come andava, cosa che non è successa con gli altri sci che ho provato. Ai piedi ti accorgi che questo nuovo RC, un po’ come con l’SC ed il nuovo CT, fa dell’equilibrio il suo punto di forza; non è probabilmente il più prestazionale tra i GS negozio, non è quello più cattivo, ma è tra i più piacevoli da sciare perché è sincero nelle risposte, ai piedi lo senti bello solido, imposti la curva e lui entra bene, corre per tutto l’arco e ne esce in modo dolce e preciso. Sciandolo anche per poche piste, instauri un feeling assoluto ed anche nei tratti ripidi o con fondo lucido ti infonde sicurezza, perché sai che risponderà come ti aspetti. Nelle serpentine è divertente e gira che è un piacere ed il meglio di se a mio parere lo dà proprio alternando gli archi di curva. Probabilmente in 175 potrebbe essere lo sci perfetto da archi. Qualche aspetto negativo? Sì, uno e sempre lo stesso: perché mettere quell’orribile plastica trasparente sul buco in punta?

Fischer RC4 WC CT 180
Lui il tappo sul buco non ce l’ha (finalmente), lui sfoggia una bellissima livrea gialla come la soletta della stesso colore, lui è snello ed elegante, lui è veramente tutto nuovo, perché lui è la risposta Fischer alla concorrenza nel settore dei “medium term radius”, la fascia di mercato creata dal nulla qualche stagione fa da Atomic quasi in punta di piedi con l’XT, riprendendo però un'idea vecchia come gli sci carving: vale a dire proporre agli appassionati uno sci top level con misure e raggio intermedi tra un GS ed un SL.
Avrei preferito provarlo in 175, la misura “magica” in questa fascia di sci, ma non è stato possibile perché i 175 erano montati su misure di scarponi troppo piccole per me, per cui ho dovuto ripiegare sul 180. Fin dai primi metri ti rendi conto che anche in questo caso, come per i due modelli da cui deriva, i progettisti Fischer hanno adottato come parola d’ordine “equilibrio”: uno sci molto immediato da interpretare, con un comportamento più da race carve GS che da slalom, e lo si avverte già guardando le sue forme e la sciancratura non particolarmente aggressiva. Quando poi fai le prime curve, sia strette che larghe la sensazione si conferma in pieno: uno sci facile e maneggevole il giusto, con uno splendido ritorno e senza rimbalzi che possono magari mettere in crisi chi non ha una tecnica proprio perfetta, uno sci che non si imbizzarrisce anche se non ci stai sempre sopra come si dovrebbe. Anche lui come l’RC dà il meglio di se nei cambi di ritmo ed alternando curve medie a serpentine strette. E’ lo sci perfetto per farci la settimana bianca e sciare tutto il giorno, ma che quando lo fai correre va che è un piacere. Difetti? Forse rispetto ai suoi concorrenti diretti gli manca un pelo di grinta, ma è la mia opinione naturalmente, perché molti lo hanno giudicato il migliore in assoluto del test.

HEAD

Nel "Gattopardo", Tomasi di Lampedusa faceva dire a Tancredi: “tutto cambia perché nulla cambi”, ovvero “cambiare tutto per non cambiare niente”. E questo potrebbe essere lo slogan della collezione Head 2021. Già, perché con tutte le modifiche apportate ai propri modelli di punta, world cup rebels e supershape, l’introduzione dell’innovativo sistema antivibrazione EMC, il nuovo disegno dei fianchi e tutte le altre diavolerie a cui la casa austriaca ci ha abituato nel corso degli anni, quando ti metti ai piedi i nuovi modelli ritrovi immediatamente il consueto feeling, il dna che ha caratterizzato da sempre questi attrezzi e che ne hanno fatto la fortuna nel tempo. Sci sinceri nel comportamento, docili se vai piano, ma capaci di diventare adrenalinici se schiacci l’acceleratore, mai cattivi nelle risposte, ma mai banali. Ecco, se questa è la quintessenza degli Head, nulla è cambiato e dopo due curve ti sembra di averli sciati da sempre.

Head WC Supershape e.speed 177
Nel corso degli anni ha cambiato più volte look, in qualche caso come adesso perfino il nome, lo hanno aggiornato e ritoccato ad ogni stagione, è passato indenne dall’epoca del rocker, è passato dal liquid metal al kers ed oggi ha adottato l’EMC, su di lui ha debuttato il grafene, gliene hanno fatte di cotte e di crude, ma lui è rimasto sempre lo stesso: è e rimane il numero uno indiscusso nella sua categoria, lo sci praticamente perfetto che tu sia poco più che un principiante o che tu sia un istruttore, capace di perdonare qualsiasi cosa se lo maltratti, ma che se lo scii come si conviene tira fuori tutte le sue doti da sportivo vero che non si lascia mettere in crisi da niente e da nessuno. Anno dopo anno qui a PMC provo l’ultima versione e mi convinco sempre di più che il SSS – per tutti sarà sempre il SSS - è tra gli sci più belli da quando hanno inventato gli sci carving. E siamo in tanti a pensarla così se da quando è nato è il modello di maggior successo di Head. Anche in questa nuova versione “e.speed” non tradisce di sicuro le aspettative, gira come uno slalom, quando schiacci accelera che è un piacere, se metti le punte a valle lui va, se imposti un cambio di ritmo improvviso lui ti asseconda e se ti capita di fare una derapata brusca lui ti perdona senza buttarti per terra. Va beh, probabilmente se fai un curvone da supergigante sul barrato magari un po’ ti guarda male, ma non è nato per fare queste cose, per chi vuole fare le carvate alla Ligety sulla Gran Risa Head propone altri sci, come i PRO, ma se vuoi uno sci per fare veramente di tutto quello che è umano fare in campo libero ricercando il divertimento e non sempre e solo la prestazione assoluta, questo è il tuo sci.

Head WC Rebels e.race pro 175
Più volte ho scritto quanto mi piacesse questo sci e quando ho saputo che anche lui era stato modificato nella struttura per renderlo ancora più fruibile e facile devo ammettere che ho storto un pochino il naso. Però fin dai primi metri sinceramente io queste modifiche non le ho mica avvertite più di tanto... Boh, magari scendendo dal precedente modello e salendo su questo qualche differenza la si avverte, ma se come me non si possiede un i.race pro e si va solo a sensazioni ed a memoria, lo sci mi sembra quello di prima. Per altro stiamo parlando di sensazioni più che positive, perché è uno sci fantastico che si contende il mercato nella fascia “allround master” con gli altri fuoriclasse Atomic X9 e Salomon SRace pro, anche se adesso entrambi dovranno guardarsi dalla new entry Fischer RC4 CT e soprattutto dall’agguerritissimo Rossignol M17 che da questa stagione arriva prepotentemente ad insidiare il loro dominio. Parliamo quindi di uno sci fantastico, che può piacere più o meno dei concorrenti diretti, ma che svetta sicuramente per prestazioni e per il divertimento che sa regalare. Come il precedente mantiene le caratteristiche tipiche dello “slalom allungato”, più che quelle del GS ed offre il top quando lo tieni costantemente sulle lamine. In più, proprio come uno slalom di quelli tosti non tollera derapate o indecisioni, per cui bisogna starci sopra sempre, il che lo può rendere stancante se non si è dotati di una buona preparazione. Però, se si ama questo genere di sci, meglio un’ora in meno sulla neve, ma con tanto tanto tanto gusto i più.

Head WC Rebels e.speed 180
Devo dire che forse è quello che mi ha entusiasmato di meno tra i nuovi Head, e non perché non sia un bell’attrezzo, anzi, ma forse continuando a rivederne le caratteristiche per renderlo sempre più facile ed alla portata di un pubblico sempre più vasto si è un po’ esagerato e lo si è reso un po’ troppo simile ad un SSS. E’ vero che il GS top di gamma è il “pro”, è vero che ci sono salito sopra subito dopo aver provato il Rossignol M19 che è di una categoria differente, ma almeno per i miei gusti un pochino di cattiveria in più l’avrei preferita anche in questo e.speed “normale”. Invece lui fa tutto in modo impeccabile, gira come e più di prima, appena imposti la curva lui obbedisce immediatamente, tiene benissimo anche se si fa correre e non gli si possono certo sollevare appunti di nessun tipo, però come dicevo non mi ha trasmesso quella scarica di adrenalina come un tempo. Uno sci perfetto, ma forse fin troppo perfetto, e qualche volta la perfezione può annoiare.

Head WC Rebels e.sl 165
Ogni casa interpreta la categoria “slalom carve” o “SL negozio” come si chiamano normalmente, a proprio modo. C’è chi propone delle vere e proprie macchine da guerra, sci in qualche caso più cattivi e nervosi dei corrispettivi modelli FIS, altri invece che offrono dei veri e propri allround paciosi e facili che dell’SL hanno solo il nome o poco più. Poi ci sono delle splendide “vie di mezzo”, vale a dire attrezzi che dell’SL da gara hanno forma e misure che li rendono insuperabili nelle curve strette e che quando si sciano come si dovrebbe fare con un SL vero sono capaci di regalare emozioni uniche, ma che non spaccano le gambe quando li porti a spasso e non disdegnano di fare delle belle sgroppate disegnando curve medio larghe. Head a mio parere, ma non è certo la sola, con il suo SL negozio interpreta in modo perfetto questo genere di sci. Uno sci che per altro conosco bene perché come molti sanno ne possiedo un paio in “pre grafene” che proviene da Asola naturalmente, con cui scio sempre più frequentemente; in più non perdo occasione appena posso di provare le varie modifiche ed evoluzioni che gli hanno apportato negli anni, per cui credo di poter valutare anche questa nuova versione con una certa “competenza”.
Come per il resto della gamma anche in questo caso devo ammettere che non ho captato particolari differenze rispetto a quello della scorsa stagione. L’e.sl come il suo predecessore è facile per essere uno slalom negozio, non si comporta mai in modo “nevrotico” e senza eccessi, uno sci con cui divertirsi a tutto campo che se sciato da polivalente regala delle emozioni che pochi altri sci sanno dare. Uno sci fatto bene, insomma, leggero ai piedi, ma stabile anche quando prende velocità ed il raggio di curva aumenta e come il vecchio modello ed il cugino i.race pro dà il meglio di se nei cambi di ritmo ed arco di curva, una gran dote per uno sci di questo tipo. Come tutti gli SL un po’ di attenzione però la richiede, perché stiamo parlando di un cavallo di razza con sciancrature iperaggressive, com’è giusto che sia, per cui non bisogna mai distrarsi o arretrare il baricentro quando ci sei sopra e, soprattutto, evitare le “internate”, ma rispettando queste semplici regole ci si ritrova ai piedi un amico fidato che non ti tradisce in nessuna condizione e che ti regala un piacere quasi unico.

ROSSIGNOL

Porsche quando creò la 911 probabilmente non pensava di aver realizzato una macchina che sarebbe entrata nel mito e quando la fecero uscire dal listino per sostituirla con modelli più moderni e totalmente differenti, ebbero un tracollo di vendite perché la gente ormai aveva identificato la mitica berlinetta come il simbolo stesso della casa. Fu così che dovettero rimetterla in produzione mantenendone il progetto originale, ma apportando nel tempo continui aggiornamenti per migliorarne sì le prestazioni, ma rendendola nel contempo più facile nella guida, più confortevole nei viaggi ed alla portata di un numero sempre maggiore di possibili acquirenti, un’auto capace di andare a trecento all’ora, ma anche di fare il tragitto casa-lavoro senza richiedere capacità di guida da pilota di formula 1. Tutta questa lunga premessa per dire che Rossignol a mio parere ha seguito la stessa politica per aggiornare i nuovi Master 2021. Ha cioè preso degli sci ritenuti da molti - se non da tutti - praticamente perfetti e ne ha addolcito il carattere, senza però snaturare quelle caratteristiche che li hanno resi celebri, tanto da creare una nuova categoria di sci, i “master” appunto, sci di altissimo livello, con strutture derivate dagli sci da gara, ma con sciancrature e misure specifiche per essere sciati in campo libero. Al test erano presenti gli M17 e gli M19, che hanno sostituito rispettivamente i precedenti 18 e 21.

Rossignol Master 17
Molti possessori del precedente M18 sono rimasti quasi sconvolti quando hanno saputo che la casa francese aveva modificato il loro “giocattolo preferito”; ero quindi particolarmente curioso di provare questa nuova versione modificata nella struttura ed accorciata nella lunghezza e nel raggio. Non ho mai fatto mistero, per altro, che il 18 non è mai stato il modello che prediligevo nella gamma Master, preferendogli i fratelli più lunghi, perché troppo slalomeggiante e nervoso nelle risposte per i miei gusti. Cosa dire? Questo M17 resta sicuramente lo sci da archi per eccellenza, gira da solo come il M18, ma è più facile e meno impegnativo del precedente e risulta più dolce nelle risposte ed alla portata di un maggior numero di sciatori, anche dotati magari di una tecnica non proprio impeccabile. Di sicuro ti entusiasma per come entra in curva, è perfetto sul mille righe e si dimostra irreprensibile alzando il ritmo, una vera e propria “macchina da divertimento”. Un grandissimo sci insomma, come era il precedente modello, a cui non ha nulla da invidiare, ma con un comportamento ancora più simile a quello di un “SL lungo” e sempre meno a quello un GS classico. E probabilmente era questo l’obbiettivo che Rossignol si era posta: entrare con l’M17 prepotentemente nel settore degli sci top “medium turn”, dove fino ad ora aveva ceduto il campo ai concorrenti austriaci – Atomic X9R e Head i.race pro in primis - uno sci che però deve piacere perché gli sci di questo tipo, che stanno avendo tanta fortuna in termini di vendita e di gradimento, possono paradossalmente diventare noiosi a lungo andare, mentre un race carve GS “vero” non stanca mai. Poi, come sempre, è questione di gusti...

Rossignol Master 19
Per descriverlo in modo esaustivo basterebbe dire che gira come il vecchio M18 ed ha mantenuto la tenuta e la stabilità del M21, in pratica lo sci perfetto, almeno per il mio modo di sciare. L’ho provato sui muri delle Holzriese 1 e 2 con pista libera e mille righe di prima mattina e si è comportato splendidamente, è un lampo nell’impostare la curva e poi ti sostiene fino alla fine della stessa senza il minimo tentennamento; veramente un rasoio. I centimetri in più rispetto al 17 quando sei sul ripido si sentono e come, infondendoti una sicurezza che il 17 non riesce a darti fino in fondo. Quando poi ti rendi conto che lo sci non si sposta di un millimetro rispetto alla traiettoria che hai impostato, ti viene voglia di spingere e darci dentro ancora di più e lui non fa una piega e soprattutto non diventa mai difficile o rude nelle risposte: semplicemente entusiasmante! Anche nelle curve strette non perde un colpo e si dimostra rapido e reattivo, ma senza scalciare o essere scorbutico. Più godibile e divertente dell’M21, di cui conserva l’equilibrio generale, per me in assoluto è il miglior sci tra quelli che ho provato in questa edizione di PMC.

Grazie di cuore a chi ha avuto la pazienza di leggermi fino a qui.

Ps: come di consueto riporterò in seguito queste note, con le opportune modifiche dovute al diverso contesto, anche su SF.

Felicità è: 8.30 del mattino, Hernegg, 20 cm di fresca ed i Monster che fanno la traccia.


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MessaggioInviato: 17 febbraio 2020, 19:56 
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Come al solito, Grande Renn.......e come al solito Grazie per il tuo impegno e la tua bravura

"Ma che lavoro fai, Alex Drastico, si può sapere?"..........Alex Drastico:"Certo che si può sapere, un cazzo!!!"


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MessaggioInviato: 17 febbraio 2020, 21:37 
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Grazie Anni, sei sempre gentilissimo. :cincin:

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MessaggioInviato: 18 febbraio 2020, 17:37 
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Località: Roma
Sci utilizzati: Head iSL RD, Head REV 85
Mi collego al report di Renn per inserire il mio.

Altro giro, altri test a Passo Monte Croce, sempre e comunque un appuntamento imperdibile!
Il primo ed usuale ringraziamento va a Mark, il vero padrone di casa, che nonostante tutte le avversità personali ha organizzato un evento semplicemente fantastico, in una cornice da sogno.
Un grazie enorme anche alle varie case presenti, le solite, e ai loro bravi e pazienti addetti, che si fanno davvero in quattro per noi rompiscatole!
E sempre un grazie profondo ai bravissimi addetti alle griglie e alle cibarie, che si sacrificano entrambi i giorni per farci assaporare delle autentiche delizie.
Prima di arrivare alle mie (personali) impressioni, faccio un paio di premesse.
Innanzi tutto, bisogna tenere presente un trend tangibile che accomuna tutte le case: si sta cercando di tirare fuori modelli più facili, o meglio si cerca di rendere la vita allo sciatore più agevole, dunque sci già affermati vengono resi un pizzico più morbidi e deformabili, gli ingressi in curva più immediati e meno macchinosi… Anche gli scarponi stanno andando in una direzione simile, con mescole polimeriche non solo più leggere e sottili, ma anche più elastiche (e dunque flessibili).
Ora, questa direzione può piacere o meno, ed è ovviamente una strategia di medio periodo legata ANCHE ai cambiamenti climatici in atto (le temperature più alte intorno a noi sono il driver principale), ma consideriamo che indietro ormai non si torna, cioè che la strada è stata già presa.
L’altra considerazione che faccio, solo parzialmente legata a questa sopra, è che noi sciatori appassionati (e mi metto anche io in prima fila in questo) siamo fissati con sci, lamine, titanal, piastre, angoli, raggi e rigidità, cerchiamo prestazioni massime, ma spesso e volentieri tutto questo è puro onanismo mentale: lo sci inteso come sport è e rimane nel gesto tecnico, nella testa, nei piedi e nel fisico dello sciatore, le aste (gli sci) sono un puro strumento coadiuvante e spesso diamo loro troppa importanza, soprattutto cerchiamo aste di un livello talvolta esagerato rispetto alle nostre reali possibilità, cioè che sfrutteremo non come si dovrebbe.
In buona sostanza, mi trovo a spezzare una lancia a favore di chi sostiene che, semplicemente, potremmo fare tanto, tanto bene, calzando ai piedi degli sci di livello medio/buono (cosa che per curiosità personale ho anche volutamente fatto, usando in questo test dei SuperShape eSpeed, divertendomi e facendo praticamente le stesse cose degli altri sci, ma con meno fatica in generale).
Ma allora, onestà per onestà, occorre anche dire che se lo sci (sport) è nostra passione e divertimento, allora lo sci (asta) è anche il nostro giocattolo, e dunque averne un paio con un limite più alto, che tenga un po’ meglio quando alziamo la velocità, e che ci regali – magari nemmeno troppo spesso, ma solo in certe condizioni – sensazioni uniche, è e rimane qualcosa di impagabile…
Per tutto il resto, c’è MasterCard!!!
:D

Bando alle ciance, inizio a sciorinare le mie personali impressioni, corredandole con i miei dati personali (sciatore di buon livello tecnico, ho avuto 6,62 da Jam Session, 52 anni, alto 183cm, peso 75 Kg, allenamento purtroppo solamente medio; scio abitualmente con scarpone Head B3 e sci Head iSpeed PRO 180).
Le condizioni del test erano ottimali, nonostante le temperature elevate la neve ha tenuto bene in tutti i pendii esposti a nord (Signaue, Holzriese, Porzen, la pista del passo…); affollamento medio il sabato a Signaue, nullo la domenica al Passo.
Penso sia importante sottolineare che si tratta di condizioni ideali, che influenzano un test in senso positivo, ma di cui bisogna saper tenere conto anche in maniera negativa, cioè essere consapevoli che poi magari si va a sciare in condizioni di neve peggiori, magari anche con parecchia gente, e il comportamento dello sci può risultare non dico opposto, ma a volte parecchio diverso, si.
Ci tengo a sottolineare, come faccio sempre a scanso di equivoci, che si tratta delle mie personalissime impressioni, indicative di massima, ma senza alcuna pretesa di verità assoluta.

ROSSIGNOL/DYNASTAR
M17 (173)
Riusciranno i nostri eroi transalpini a sostituire un grande sci come lo M18? Più che di sostituzione, magari meglio parlare di aggiornamento: 2 cm di meno in lunghezza, 1 mt in meno di raggio, ma divertimento immutato. E’ uno sci solido che rispetto al predecessore guadagna un pochino di maneggevolezza, soprattutto a mio avviso si velocizza in inversione, praticamente senza sacrificare l’ottima tenuta.
Lo sci rimane sicuro e godibilissimo, forse l’unico piccolo passo indietro si ha nel corto raggio dove le code sembrano aggrappare un pizzico di troppo, ma nel complesso è uno sci notevolissimo, di alto livello e che non deluderà! Chapeau, promosso a pieni voti (e appena sotto al mio podio virtuale, ma davvero vicino vicino…)!

M19 (179)
L’interrogativo di partenza era lo stesso, qui abbiamo 1 cm di meno in lunghezza e ben 2 mt di meno di raggio: size does matter? Certo che si, ma stavolta funziona al contrario del ben noto luogo comune! :rotfl: Ebbene lo sci può dirsi “diciottizzato”, guadagnando quel poco di maneggevolezza da farlo diventare uno sci usabile più a lungo, e la minor rigidità complessiva gli permette di tollerare anche condizioni di neve meno dura. Il corto raggio, che prima cmq richiedeva una buona dose di determinazione e gamba, ora appare un pizzico facilitato. Insomma, solo vantaggi e belle sensazioni da uno degli sci top, per me da podio virtuale!

FISCHER
RC CT (175)
In passato ho sempre avuto difficoltà ad instaurare un buon rapporto con questa marca, sempre provato sci sordi o di poca soddisfazione, ma devo dire che questo nuovo sci mi ha finalmente permesso di ricredermi.
Livrea giallo fluo, spatola con buco rettangolare, struttura importante e piastra race… insomma uno sci che mantiene dei capisaldi, ma allo stesso tempo è di rottura col passato: inversione veloce, reattività e tanta tenuta i suoi ingredienti principali, mescolati con sapiente equilibrio, che portano a molto divertimento e soddisfazione. Per me, anche questo sci si colloca appena sotto al podio.

VOELKL
Racetiger GS Piston R18 (175)
Lo sci non è cambiato in nulla rispetto allo scorso anno, se non per la serigrafia (a me piace) e rimane un bellissimo sci. Consente di fare tutto, e non è nemmeno pesante sotto il piede. Ottima tenuta che infonde sicurezza, forse rispetto agli altri sci provati e ai loro adattamenti (vedi le premesse sulle rigidità delle strutture), non beneficiando di alcun aggiornamento di sorta, ora questo sci paga un piccolo dazio per minor facilità di ingresso curva (e in effetti, come già notato in passato, dei vari GS è quello con la spatola meno pronunciata). Resta cmq un prodotto per ottimi sciatori, in grado di dare molte soddisfazioni.

SALOMON
iRace Pro GS (182 e 175)
Anche per queste aste, nessuna modifica rispetto allo scorso anno. Rimangono molto, molto belli, degli sci azzeccati in grado di aiutare un buono sciatore volenteroso a fare un vero salto di qualità verso l’ottimo: tanta sostanza, eclettici e poliedrici, si adattano a tutti i raggi e a tutte le velocità, senza mai andare in crisi. Tra i due, personalmente ho preferito il 182 (da podio nella mia playlist virtuale), forse perché mi piaceva di più la progressività della spatola e il fatto che tutte le reazioni fossero meno intense e più naturali, che lo sci non si scomponesse davvero mai.

ATOMIC
G9R 177
Lo scorso anno questo sci mi era sembrato bellissimo, ma anche (purtroppo) durissimo e faticoso.
Non so se sia stato ingentilito, ma ora la sensazione – pur rimanendo quella relativa ad uno sci simil-fis – è di maggior facilità e fruibilità generale. E’ uno sci che risulta praticamente impossibile da mettere in crisi, tale è la struttura, dunque precisissimo e di grossa tenuta (rovescio della medaglia, non ci si aspetti un ingresso di curva di grande relax). Magari non uno sci per tutto il giorno, visto l’impegno richiesto, ma se lo si sa sfruttare regala grosse, grosse emozioni

X9 RS (181 e 175)
Nessun cambiamento di rilievo in questo sci, che rimane ottimo, portatore sano di reattività e maneggevolezza da tradurre in divertimento e curve in sequenza. E’ la versione RS (attacco arancione), dunque piastra race e molta energia, ma anche stabilità e tenuta. Come lo scorso anno, è uno sci che trovo molto bello, ma che – personalmente – non mi ha fatto scoccare nessuna scintilla d’amore, come invece successo per altre aste…

HEAD
eRace PRO (175)
Uno degli sci migliori dello scorso anno, ora con spatola diversa, nuovo sistema ammortizzante e una diversa distribuzione masse/rigidità. I cambiamenti, a mio avviso, sono appena avvertibili e lo sci rimane bellissimo, sempre molto divertente e sicuro. La piastra race lo rende stabile anche a buone velocità, senza però rendere lo sci troppo impegnativo. Il suo punto di forza probabilmente è nel medio raggio, dove dà il meglio di sé, mentre forse nel corto raggio si avverte un po’ un limite dovuto al rimbalzo simil SL.

eSpeed PRO (175 e 180)
Le stesse modifiche accennate sopra si applicano anche alla linea Speed, che ho volutamente provato in entrambe le lunghezze potenzialmente usabili da me. Devo dire che se entrambi sono bellissimi sci, con la versione in 175 cm ho instaurato un feeling pazzesco, e mi sono divertito come un bimbo nel paese dei balocchi: tutti i raggi svolti e condotti senza problemi, lo sci è sempre stabile ed intuitivo. La mia sensazione è che rispetto al modello dello scorso anno, guadagna qualcosa in immediatezza e facilità di ingresso curva, senza però rinunciare a tenuta e stabilità di alto livello. Ma il nuovo sistema di ammortizzazione? Difficile dire se e quanto si senta, gli sci erano davvero molto confortevoli, ma le condizioni di neve ideali aiutano, si sà… Al di là delle diavolerie, per me questo è un altro sci da podio virtuale (peccato la serigrafia, gialla e simil-plasticosa, che non mi fa impazzire)!

eSpeed (180)
Linea Speed, fratello minore in livrea bianca (meglio, a mio avviso), mi interessava capire le differenze di comportamento dovute alla piastra (il resto della struttura rimane infatti pressoché immutato). Lo sci ha una facilità di ingresso in curva quasi disarmante, e permette di condurre in maniera davvero rotonda e morbida (il che, a mio avviso ma confermato anche da altri, è una sorta di fil rouge di questo marchio in quanto comune a quasi tutti i modelli).
La mancanza della piastra race si avverte soprattutto quando si aumenta la velocità, dove si nota una stabilità non pari ai fratelli maggiori, ma questo non arriva mai ad incrinare la fiducia nelle aste. Anche accorciando il raggio lo sci regala molte soddisfazioni, pur non essendo il suo pane quotidiano. Uno sci molto buono, adatto a molti e per tutto il giorno.

SuperShape eSpeed (177)
La prova del 9… Come ho scritto nelle premesse, volevo cercare di capire quanto uno sci di livello inferiore al top inficiasse la sciata di un turista, sia pure di buon livello.
E la risposta è (fatta la dovuta tara del non esagerare con la velocità e la durezza della neve): quasi nulla!
Questo pensiero lo ebbi già anni fa, quando sempre in occasione di questi test feci un paio di piste assieme a Camilla Alfieri (ex CdM), io alla ricerca dello sci top da comprare, lei appunto con un SSS: ebbene, quello che lei riusciva a fare con ai piedi uno sci non top e men che meno da gara, mi fece rimanere a bocca aperta.
Lo sci è bello, piacevole, armonico e sincero. Gira facile e non pecca in stabilità (appunto entro certi limiti), padroneggia tutti i raggi, dunque davvero un signor sci. Detto ciò, allora perché non lo compro? Probabilmente la risposta è da ricercare non solo nel bisogno di un giocattolo super, ma anche per la voglia di una sfida più alta, per la soddisfazione di riuscire a domare un cavallo di razza…

eGS RD (177 e 183)
Ben 2 derivati FIS (livrea bianca, bella), che per curiosità ho voluto provare. Il 183 più specialistico, cioè più duro e meno tollerante, sicuramente performante tra i pali, ma con il rovescio della medaglia di richiedere tanto, tanto impegno in campo libero (ad esempio, mai alleggerire l’esterno prima della fine della curva, pena la tangente!), soprattutto se non si viaggia al di sopra di una certa velocità.
Molto più umano in questo senso il 177, che ha un ingresso più immediato e umano e permette di uscire dalla curva anche con un po’ di anticipo rispetto al fratello maggiore, senza pagare dazio come quest’ultimo. Diciamo che secondo me il 177 potrebbe anche essere usato in campo libero, purché da sciatori di tecnica ottima e possibilmente ben allenati.

RIMPIANTI
Anche quest’anno non ho provato nessuno SL…
Non sono riuscito a trovare lo Atomic G9 177 (era sempre fuori, poi si è capito anche perché :cry: )
Non c’erano le condizioni per provare qualche largone (pochissimi cmq quelli portati dalle case, probabilmente consapevoli di tutto)

thefabius!


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MessaggioInviato: 25 febbraio 2020, 16:29 
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Gente, c’ è qualcosa che non mi torna: ad oggi 653 visite e praticamente nessun commento ai due soli volenterosi che hanno postato le sempre interessanti sensazioni ricavate da quel bellissimo evento che è il test annuale di Ornellosport.
Peraltro i due sono i soliti che insieme a me, Mirko e pochi altri descrivono la loro esperienza.
Trovo che sarebbe molto interessante che nuovi recensori si facciano sentire, magari tra i “novizi”; lo so che è abbastanza impegnativo mettersi a scrivere qualche decina di righe e soprattutto mettere a nudo le proprie sensazioni, ma lo spirito del test deve rimanere quello della “discussione da bar” tra amici e a differenza di altri forum più “trollizzati” non mi risulta che nessuno qui venga perculato per opinioni divergenti da altri.
Quindi coraggio! fate sentire la vostra voce.
Vero è che il forum “boccheggia” da qualche tempo ma se sono vere le 653 visite allora davvero qualcosa non torna.
...a meno che i visitatori siano i soliti famigerati bot...
:D

Renato


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MessaggioInviato: 6 marzo 2020, 16:21 
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Iscritto il: 3 febbraio 2009
Messaggi: 84
Località: Lazio
non sono mai riuscito a partecipare ai test perchè spesso coincidenti o troppo vicini alla settimana bianca che faccio coi i figli (e senza moglie :) ) ma aspetto sempre con grande curiosità i vostri pareri e, seppur limitati, questi di Renn e Fabius sono veramente completi. Si riesce facilmente a percepire la conoscenza che di questo sport hanno i nostri preziosi recensori.
quindi GRAZIE


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