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MessaggioInviato: 27 gennaio 2009, 11:38 
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Grazie Giò!

Grazie per il coraggio di dire come stanno le cose.
Tempo fa avevo scritto che mi ripromettevo di raccontare alcune "cosucce" del genere (ed anche peggio!).
Poi mi sono fermato perchè a me piace anche fare nome e cognome e qui (nel forum) non possiamo per rispetto di chi, alla fine, ci ospita.

Ecco spiegato il motivo per cui mi sono staccato, a suo tempo, da ogni club.

Letame è il giusto aggettivo che, con la solita lucidità, Orso centra.
Mi sta bene che uno debba giustificare con i risultati il suo lavoro e la pagnotta, ma non sulla pelle dei bimbi......
E dell'ignoranza dei genitori che vedono il proprio figlio avvantaggiarsi immeritatamente?
Come giustamente scrive Dani i peggiori sono gli allenatori-genitori, ma anche gli allenatori che dovrebbero allenare il proprio cervello prima di mettersi in contatto con il mondo dei bimbi, sono ben "piazzati".
Uno può sciare bene, ma non è detto che abbia un giusto approccio psicologico con questi miniatleti.
Ho visto con i miei occhi una bimba di 12 anni insultata dall'allenatore perchè arrivata "solo" terza alla qualificazione del Pinocchio...... Se fosse stato l'allenatore di mio figlio non so come sarebbe finita la faccenda......, ma non sarebbe MAI potuto accadere, perchè in "mano" a certi personaggi non l'avrei MAI mandato.
Lo sfogo a seguire di Bruno è proprio lì a testimoniare che l'idea di fare una Mini-Coppa Del Mondo, non serve a nulla. Abbiamo miniatleti che fino alla categoria allievi fanno man bassa di titoli (anche a livello europeo), poi quando iniziano la categoria FIS Aspirati/Giovani si perdono, si spengono, inesorabilmente.
Il perchè è semplice: sono già 8/10 anni che praticano uno sport AGONISTICO al limite del professionismo.
Immancabile, scontato, il rigetto.
DavideV se permetti, il discorso universitario è differente, qui si parla di bimbi.
Il rafftronto, se proprio vogliamo, è con le scuole dell'obbligo.
Ti dirò che al posto di restringere allargherei al massimo la participazione negli sport, per evitare appunto che l'esasperazione dell'agonismo abbia il sopravvento e che si riabiliti la parte ludica come prioritaria..
Poi arriverà il momento della selezione. Immancabilmente, ma spostata ai 16/18 anni.

Ribellarsi? Credetemi, è praticamente impossibile. Mulini a vento.......
Comunque, per fare le cose per bene, non dev'essere una iniziativa di un singolo tesserato, ma di un club, meglio se più di uno. Ovviamente si deve partire da un reclamo a fine gara, non il giorno dopo o la settimana dopo.
E qui scatta il problema. Mettersi d'accordo, se del caso, preventivamente. Impossibile.

Si dice: "E'la società che è fatta male....".
Peccato che la società siamo, alla fine, anche noi!
Quando parlo con dei genitori tutti (e sottolineo tutti) concordano con le mie/nostre idee.
Poi quando vado ad un arrivo........, ma chi sono quelli descritti da Giò....? Mah!

Scusate, aggiungo. Il problema che anche altri sport (più o meno) abbiano simili comportamenti, non esenta il fatto di risentirci..., anzi!
Dani e se ti dicessi che i giochini con il cronomentro iniziano proprio nei club (garette sociali extra Fisi), per accontentare un po' tutti......, soprattutto il club medesimo al momento dei rinnovi delle iscrizioni......?

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MessaggioInviato: 27 gennaio 2009, 11:43 
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Sono stato cronometrista della FSSI (Federazione di Sci della Svizzera Italiana) per diversi anni e mai, ripeto mai, nessuno si é sognato di modificare (o anche solo di chiederlo) i tempi rilevati con il computer.

Già sono scettico su certe esasperazioni in fatto di allenamenti e di materiale (quando a sbagliare non é più il ragazzo ma l'angolo della lamina o il tipo di cera utilizzata), figuriamoci il "ritoccare" i risultati cromnometrici: questa é l'ultima put.ta.na.ta che porterà alla morte lo sport agonistico giovanile.

HEAD What's your limit?


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MessaggioInviato: 27 gennaio 2009, 12:39 
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Su ragazzi non facciamo di tutta l'erba un fascio
Io ho fatto tutte le categoriora ora sono master A3 e purtroppo ne ho viste di tutti i colori ad ogni latitudine, ma alla fine i valori veri escono sempre perchè un asino anche se gli tagli le orecchie non sara' mai un cavallo!!!!!


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MessaggioInviato: 27 gennaio 2009, 12:49 
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Anche io ho esperienze agonistiche di medio alto livello. Di un altro sport.
E mi sento purtroppo di aggiungermi al coro di coloro che si lamentano, giò in testa e così via.
Va di moda essere esterofili, ma io credo che dal punto di vista sportivo dovremmo proprio andare a scuola all'estero, per imparare da chi ne sa più di noi. Purtroppo il metro di giudizio dello sport e del sistema sport è dato dai risultati a livello delgi "assoluti", chi ha i risultati a ragione e trasmette il sistema ai livelli di categoria inferiori. Dico purtroppo perchè il Doping e la "mafia" sono sistematici in molti sport, in Italia. E di conseguenza chi vuol attirare le attenzioni dei CT deve orientarsi sulla loro lunghezza d'onda, corrompendo se stesso e i giovani che ha in affidamento dai genitori che, spesso sono un potente volano da utilizzare per arrivare dove si vuole.. I genitori non sono solo vittime inconsapevoli, sia ben chiaro, perchè anche loro, cresciuti in un ambiente con una cultura sportiva malata, corrotta, sono spesso corruttori..

Non è il problema, ma un aspetto del problema, una componente del Virus..

Dove vogliamo andare? Da nessuna parte finchè è normale che l'atleta squalificato per doping finisce sulle copertine, rilascia interviste in cui grida al complotto, in cui dichiara la sua innocenza, e poi, ammette le sue colpe nel riserbo più totale o quasi, e si vede ridurre la squalifica da 3 anni a soli 6 mesi per tornare ad essere un eroe.. Senza essere colpito economicamente dai suoi sponsor (che invece lo difendono)..
Finchè un calciatore che sferra un pugno ad un avversario, viene squalificato, fa reclamo e ottiene uno sconto.
Finchè spariscono i campioni di sangue dell'antidoping nello stabilimento federale a Roma..
Finchè i valori dell'ormone della crescita 2000volte oltre la media in atleti di livello mondiale non fa notizia..
Finchè tutti o quasi gli atleti di alto livello sono o diventano magicamente asmatici e devono ricorrere a farmaci specifici che altrimenti sarebbero doping..

Potrei continuare.. Come altri di voi potrebbero con altri esempi..

Il doping c'è anche all'estero, e non è solo questo il nostro problema, scusate lo sfogo scritto di getto.

Saluti

@alessioasf

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MessaggioInviato: 27 gennaio 2009, 12:51 
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Come sospettavo, il problema sollevato dal buon Giò, risulta essere per lo più sconosciuto agli "esterni", ma ben avvertito da chi ha od ha avuto che fare con il mondo dello sci agonistico (Brunoz, Santo, Cirex ecc.).

Io penso che la mossa di Giò e di chi inizia a portare alla ribalta il problema, sia l'inizio giusto per avere uno sport pulito.

Il far finta che ciò sia la normalità, o che in fin dei conti è scontato che quello è lo scotto da pagare per gareggiare e che sia difficilmente debellabile,quindi "teniamocelo così", va solo a vantaggio di chi vampira interessi personali a scapito dei sacrifici e dei meriti sportivi dei veri atleti.

Insomma, se sempre si tace, si fa il "loro" gioco, e si ammazza lo sport.

Ma quello che a me preoccupa di più, è appunto il segnale pessimo che arriva ai nostri giovani, che poi saranno quelli che domani gestiranno lo sport e la società in generale.
Sono convinto che se i principi sportivi fossero stati ben recepiti ed applicati dalle nostre generazioni in tutti i campi,ci troveremmo sicuramente ai nostri giorni con meno pezze al culo.......

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@Cirex & Santo:

Forse non mi sono espresso molto bene. La mia citazione sull'universita' era un parallelismo che non ha nulla a che vedere con il problema qua esposto se non nelle cause; gli effetti e le possibili soluzioni sono chiaramente differenti. Di conseguenza l'ulitma mia frase, riguardo a come e' stato affrontato il problema nell'universita', era un modo per dire che, mentre qui si e' sbagliata in pieno la "cura", mi auguro che nello sci le cose evolvano in modo piu' razionale.

L'ignoranza cederà il passo al fascino del mistero, che potrà essere amato fino alla follia.
Renato Lunelli


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MessaggioInviato: 27 gennaio 2009, 14:27 
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Il problema è che i genitori che arrivano a capire, ad essere consapevoli, sono quei genitori che hanno quasi finito il "mandato" di genitori/dirigenti/sost€nitori, mentre ce ne sono di nuovi che da appena arrivati non hanno ancora raggiunto il "sapere".. In più, tra quei genitori con anzianità di servizio ce ne sarà una parte che si ribellerà, e una parte che "poichè lo fanno tutti" troverà giusto adattarsi agli usi e ai costumi vigenti nell'ambiente..

Nel mio caso, io facevo parte di un gruppo che ha provato a cambiare le cose, e per un pò, sull'onda dell'entusiasmo ha funzionato, finchè non sono sorte alcune gelosie, finchè qualche mela non si è bacata, e tutto è tornato come all'origine, con il gruppo dei "fantastici" che si è ritrovato ad essere "da svecchiare" secondo i nuovi arrivati.
Poichè il numero dei giovani atleti cala con l'aumentare dell'età dei ragazzi stessi, va a finire che i genitori/dirigenti/sost€nitori "anziani" diventano ben presto minoranza, e vengono rimpiazzati, sostituiti con altri che o bene o peggio, faranno lo stesso percorso ciclico di coloro che hanno sostituito, finchè non verranno messa a loro volta da parte per un nuovo inizio..
Idem per certi versi con gli Istruttori/Allenatori..
E' un ciclo, questo, che non va bene per principio. E' un limite che ha il Sistema Sport in Italia, in molti molti sport..

Alla fine, un atleta, difficilmente viene "costruito", difficilmente viene "allenato". Viviamo quasi esclusivamente di talenti naturali, che a volte riescono ad emergere nonostante le difficoltà di cultura, di logistica, nonostante le gelosie, i bastoni tra le ruote, e le scorrettezze in genere.. Viviamo di talenti.
Doping a parte.

@alessioasf

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MessaggioInviato: 27 gennaio 2009, 14:47 
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Primo o poi si è vittima del meccanismo... tanto vale forzare e cercare che questo meccanismo funzioni veramente!
Non esiste nell'emisfero GIOVANI nessuna prospetiva se il lavoro ( che pur può produrre qualche risultato incoraggiante ) non è imperniato su i valori che ci siamo detti!
RESPINGETE LE OMOLOGAZIONI ED IL CONFORMISMO, ABBIATE IL CORAGGIO DI OPPORVI ,e di smettere di lamentarsi.

Antonio


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MessaggioInviato: 27 gennaio 2009, 15:13 
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@DavideV

Okkkkkkkk ... chiarito il concetto !!!

Ciaooooo


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MessaggioInviato: 27 gennaio 2009, 15:29 
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@Fulvio
Qui non credo che si discuta di valori assoluti, ma di incomprensibili, beceri, comportamenti.
Poi sui valori assoluti che emergono sempre....., fatemi spendere due righe.
Prendiamo ad esempio Christof Innerhofer.
La domanda è: ma uno con il suo talento può arrivare alla quasi notorietà a 25 anni?
Non pensate che se al posto di un paio d'anni a Kitzbühel ci fosse già andato da 4/5, magari (e dico magari) la Dh l'avrebbe vinta lui l'altro giorno?
Si capita perchè da noi funziona così: "a scoppio ritardato".
Mentre in altre nazioni a quell'età c'è (e non pochi) che hanno vinto già una coppa, noi teniamo i nostri di belle speranze da 19 a 24 anni nel limbo della Coppa Europa (se va bene) aspettando, se resistono.
Perchè?
Perchè economicamente conviene mantenere in squadra atleti che nulla o quasi hanno più da dire!
Perchè dobbiamo aspettare che questi si decidano ad autopensionarsi, per far spazio....
Ed intanto gli anni passano........ e quanti Innerhofer bolliti a bagnomaria ci sono stati aspettando?
Ho letto in precedenza di euretti spesi. Bene, sapete per un giovane (19/21) anni, che abbia voglia di proseguire in gare Fis (quelle vere non le national), a quali costi del giochino va incontro? Anche 150 mila euretti/anno, con prospettive vicine allo zero e "declassandosi" in Coppa italia non è che le cifre siano molto differenti.
Rimane l'altrenativa dei corpi, ma quale e quanti giovani possono pensare d'ipotecare in questo modo la propria vita? Ed i genitori?
Un conto è avere un albergo montano e dedicare 4/5 anni alle forze armate, poi male che vada si ritorna all'alberguccio di papy, altro è la normalità.




@DavideV
Ok, perfetto ora è chiaro.


@Alessio.
Ok sui talenti ed il sistema Sport Italia.
Sulla questione dei genitori "tuttofare" posso quotarti, anche se, per ovvi, contingenti, motivi spesso si può "scivolare" in un conflitto d'interessi.
Personalmente credo che un club non dovrebbe essere gestito dai genitori e che anche la sola vicinanza possa nuocere. Fermo restando il diritto di sapere a chi affidare i propri figli, specie in tenera età.


@Olly sul maiuscolo vorrei fare una battutaccia delle mie ehehehe!!!!
Sostanzialmente hai non ragione..... di più!
Poi c'è il vivere quotidiano e credimi non è che uscire di casa con l'elmetto ed in..razzato possa fare al caso di tutti. Penso che la maggioranza dei genitori sia sana (in questo sport), poi quel "gruppetto" essendo molto più "rumoroso" deformi il tutto.
Il fatto è che sarebbe auspicabile che genitori alla Giò prevalessero, non solo col buon senso, ma anche nei fatti. Poi come farlo, ripeto, non è facile.

.....................Immagine..................


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@Santo..
Siamo d'accordo, i genitori non dovrebbero avere troppo potere.. Non vorrei essere male interpretato, io non sostengo che i genitori/dirigenti/sost€nitori siano la risorsa più "giusta", anzi. Ma nelle piccole realtà, purtroppo ce n'è bisogno e in gran forza anche, se si vuole restare in piedi. Altro problema del Sistema Sport in uso al momento.

Per quanto riguarda Innerhofer, premetto che non ho esperienza nè conoscenza diretta del caso specifico. Posso solo dire che in altri settori, che conosco meglio, puoi essere anche il più forte in Italia, ma se sei allenato dalla persona sbagliata politicamente, o se c'è qualcuno "curato" da una persona "più giusta", rimani nel limbo, e basta. Piuttosto lasciano la tua gara scoperta alle Olimpiadi o ai Mondiali, ma te non ti portano..

Se poi vogliamo allargare il discorso, dico che con i premi che la Federazione da a Totti nonostante egli abbia lasciato la Nazionale, ci si mantiene tranquillamente il bilancio di una piccola federazione..
Ma questo è un altro problema.

Parliamo di Cultura Sportiva. Parliamo di Sistema.

Sarei curioso di ascoltare Dani, per capire meglio come funziona il settore giovanile in Ch, come funziona il Sistema Sci, a casa sua..

Saluti

@alessioasf

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MessaggioInviato: 27 gennaio 2009, 16:14 
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Santo, hai toccato l'argomento "corpi", e giustamente sollevi il dubbio sull'affidare la vita sportiva, e non, di tuo figlio a queste organizzazioni.

Bene, sono d'accordissimo con te.
Penso che la gestione sportiva degli atleti che vengono selezionati a far parte dei "corpi" ( Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza etc.), sia certamnte affidata a persone qualificate e preparate, il mio dubbio però, avvallato da qualche fatto a cui ho personalmente assistito, è sulla selezione o meno dell'atleta in base ai meriti sportivi.......
Come ben sai, quei "corpi", tradizionalmente sono e/o sono stati accarezzati dal fenomeno "raccomandazione".

Ti faccio solo l'esempio di un ragazzo di Asiago, promessa dello sci di fondo, che già si allenava nella 2'squadra Nazionale, ma che tutti i ritiri li faceva assieme alla Nazionale maggiore, quella all'epoca dei vari Fauner, Valbusa in campo maschile, e Di Centa e Belmondo in quello femminile.

Oppresso dalle spese, era riuscito ad entrare a far parte del gruppo Fiamme Oro (Polizia di Stato), convinto di aver risolto vari problemi e vedersi finalmente spianata la strada per poter dare il massimo sul suo sport .
Bene, dopo un'estate di corso per entrare in Polizia e preparazione massacrante ma motivatissima dalla voglia di far vedere alla nuova squadra il proprio valore,qualche gara, tra l'altro con buoni risultati ed un paio di ritiri con la nazionale, ecco l'imprevisto.
Arrivo di un altro atleta con le "spalle coperte", e quel mio amico si è visto catapultare dalla squadra sportiva (FFOO), ad una caserma, a fare il servizi ordinari di Polizia.
In pratica il giochino gli è costato quasi un anno fuori dagli allenamenti e quindi si è bruciato a livello sportivo.
Con la sola consolazione(tra l'altro magra), di aver trovato un impiego in Polizia.
Quindi al tempo abbiamo perso un potenziale talento dello sci di fondo, per ottenere un poliziotto in più per le strade....

Triste ma è la realtà.

Capirai quindi quanto condivido il tuo scetticismo riguardo a quelle scelte.

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Sono abbastanza incasinato con il lavoro e quindi tra una pausa e l'altra leggo le vostre risposte. Magari questa sera, con più calma, proverò ad esprimermi più compiutamente su tutti gli aspetti che stanno venendo fuori.
Poche considerazioni, però, volevo fare.
La prima e forse la più triste: mi sembra di capire che il fenomeno sia abbastanza diffuso e quindi non solo appannaggio di una piccola realtà del centrosud, tutto il mondo è paese (ma questo lo sapevo già, dopo una chiaccherata di qualche anno fa con un allenatore altoatesino)
La seconda, per me più importante: quando i miei figli si sono avvicinati a questo sport ed hanno iniziato a farlo con entusiasmo, nessuno si è mai minimamente sognato di provare a farli diventare dei campioni, anzi, il percorso che sto cercando di fargli capire è di tutt'altro tipo.
In "primis" fare una cosa assieme, noi tre assieme, noi maschi di famiglia, sapere che ci sono occasioni per stare assieme da soli e spassarcela alla grande, come facevamo io, mio fratello e mio padre quando andavamo per mare a vela.
Secondo: seguire un percorso formativo nelllo sci che li possa mettere in grado, un domani, se lo vorranno e capiterà occasione, di completare la loro formazione di sciatori, che so, magari facendo la selelzione per diventare maestri di sci, non per la "patacca", ma per il semplice fatto di raggiungere un traguardo che gli renda ragione delle levatacce che fanno adesso che sono ragazzi. Ma solo se lo vorranno, altrimenti spero che gli rimanga l'entusiasmo e la passione per quello che rimane comunque un bellissimo sport che regala emozioni uniche.
Non a caso lo sciclub a cui sono iscritti è uno di quelli meno "votati" all'agonismo ed al risultato a tutti i costi, anzi.
Terza cosa: quello che mi interessa imparino a capire è che nulla si ottiene senza impegno e sacrificio e che il lavoro, alla fine, prima o poi, paga, sempre.
Per questo non accetto il commento di fulvio, sarà pur vero che i valori vengono fuori, ed allora a maggior ragione non c'è bisogno di barare.
Insomma, cercare di trasmettere valori ancora "sani", ai propri figli, è oggi di una difficoltà estrema, perchè tutto il mondo pare che giri in senso contrario. E' difficile, ma bisogna provarci, a costo di fare la figura dei fessi, ma vedo che per fortuna siamo in tanti disposti a farla.

giò


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Qui il discorso s'allarga, spero che Giò non me ne abbia a male.

@Orsetto mio!
Tu sai la mia vicinanza, soprattutto alle FFOO e quanto io ne sia onorato.
Sull'attuale preparazione delle persone preposte (allenatori & c.), non ci piove: sono al top in ogni sport.
Il dubbio tuttavia nasce sull'oggettiva convenienza.
Magari e parlo di più di 30 anni fa, poteva essere una scelta.
Mi spiego meglio. Il benessere era meno diffuso, quindi per fare lo sport ad un determinato livello la scelta dei corpi era l'unica scelta. Tanto per noi maschietti un anno di naja era compreso nel certificato di nascita (alla riga sesso!).
Quindi tutto era conseguenziale.
Ma oggi....... Quale padre consiglierebbe una ferma per anni al proprio figlio solo per motivi sportivi. E' un po' analogo al fatto d'impedire il proseguimento degli studi, sempre per praticare uno sport! Fatemi vedere in faccia quale padre ha il coraggio di farlo!


@Alessio
Mi riferivo a @flavio cit:
<ma alla fine i valori veri escono sempre perchè un asino anche se gli tagli le orecchie non sara' mai un cavallo>
L'esempio è per chiarire che non è assolutamente detto.
Lo sci non è una piccola federazione (senza allargare il discorso ai praticanti):
http://www.coni.it/fileadmin/user_upload/mondo_sportivo/_temp_/01rapporto-2.pdf
Il discorso poi delle Olimpiadi ci porta lontano, stiamo parlando di bimbi e genitori, soprattutto di come crescerli, educarli e del malcostume di alcuni genitori.

Se poi si vuole allargare il discorso guardatevi il Censis cosa dice:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Sport/2008/11/rapporto-censis-coni-sport.shtml?uuid=aaed3912-afe7-11dd-8057-9c09c8bfa449&DocRulesView=Libero#
(cliccate in mezzo all'articolo "ricerca censis" ed a pag. 34/35 troverete i valori e disvalori)

Cultura? Di cultura antopologica, anche estesa, non si può parlare in quanto manca proprio la condivisa identità comune. Le regole (e lo sport è una somma di regole) non possono essere l'humus su cui per far crescere la società, ma è la gente che deve darsi delle regole per difendere l'identità.
Quindi cultura sociale non sportiva. La massimo parliamo di metodo, disciplina.

Dei milioni di Totti, Kakà & C., anche se forse è all'origine del "male", meglio non parlare, considerati i tempi stendiamo un velo pietoso, senza moralismi, rimaniamo muti osservatori.
Altrimenti ha ragione @Olly d'in...razzarsi!

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Leggerti mi arricchisce.. Grande Giò.

E' importante capire che l'agonismo è il massimo livello a cui si può esprimere un giovane. Detto questo, è la fabbrica dell'Animo dell'atleta ciò che conta. La fabbrica dell'Uomo. Non solo del campione. Per questo soffro quando vedo certi schemi sbagliati. Perchè si uccide la filosofia dello Sport, il Talento, ma anche la maturazione di quei ragazzi che presto saranno uomini..

@alessioasf

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